Il mio modo di onorare una pasta d'autore

Una ricetta originale per onorare un grano storico: il Senatore Cappelli

Gaetano Taverna 08/05/2025 0

Il grano Cappelli, noto anche come Senatore Cappelli, è considerato il padre del grano duro. Predilige terreni poveri e argillosi ed è particolarmente adatto alle condizioni del meridione. La sua origine risale ai primi anni del '900. In quel periodo, infatti, l’agronomo e genetista Nazareno Strampelli selezionò una varietà rustica di grano, molto resistente e adattabile ai suoli difficili, decidendo di darle il nome Cappelli in onore del senatore Raffaele Cappelli, che aveva avviato la modernizzazione dell'agricoltura in Italia.

Stiamo parlando di un grano che detiene eccellenti qualità nutrizionali e un alto valore proteico, tanto che in Puglia lo hanno reso noto con l'appellativo di carne dei poveri. Un'altra caratteristica è che i chicchi del Senatore Cappelli sono particolarmente duri e consentono di realizzare una pasta che tiene particolarmente bene la cottura rimanendo al dente.

Perché tutto ciò? Semplice, perchè l'incontro con l'imprenditrice e food blogger Carla Latini (leggi qui), mi ha permesso di conoscere la pasta che produce insieme al marito Carlo, nel loro pastificio di Osimo. In particolare, la pasta prodotta, per l'appunto, con il grano Cappelli.

E allora, quale modo migliore per provare questa pasta d'autore con una ricetta originale? Ed ecco, quindi, che ho voluto onorarla con una ricetta semplice e gustosa allo stesso tempo: Casarecce con speck, gorgonzola, zucchine e pecorino romano. Il risultato è stato davvero ottimo, non solo per la tenuta della cottura della pasta, ma anche per la sua capacità di amalgamarsi con gli ingredienti, offrendo un'esperienza di gusto che si fa apprezzare.

Ok, basta con le chiacchiere, mettiamoci all'opera!

Ingredienti per 4 p.
CASARECCE PASTA LATINI
400 g.
SPECK
100 g.
GORGONZOLA DOLCE AL CUCCHIAIO
100 g.
ZUCCHINE ROMANESCHE
300 g.
PECORINO ROMANO D.O.P.
100 g.
OLIO E.V.O. q.b.
SALE q.b.
PEPE NERO
q.b.

Scaldare in un tegame un poco di olio evo e aggiungere le zucchine tagliate a rondelle non troppo fine. Salarle così da far rilasciare la propria acqua, permettendo di evitare che si scuriscano. Cuocere a fuoco medio per una decina di minuti, pepare leggermente, e togliere dal fuoco quando risulteranno al dente, versandole in una ciotola.

Lessare la pasta in abbondante acqua salata, rispettando i tempi di cottura indicati sulla confezione. Nel frattempo, nello stesso tegame, sciogliere a fuoco lento il gorgonzola aggiungendo due cucchiai di acqua di cottura della pasta. Versare nel tegame le casarecce lessate e mantecarle per un minuto, a fuoco medio, con il gorgonzola, così da insaporirisi. Aggiungere lo speck tagliato a piccoli dadini e le zucchine, saltando il tutto per pochi secondi. Infine, spolverare il tutto con il pecorino romano e servire subito.

Ho accompagnato questo fantastico piatto con del Cesanese del Lazio, un vino rosso secco, tannico, con buona struttura e persistenza. È un vino che amo particolarmente e che si è rivelato un abbinamento eccellente.

Buona Degustazione!

Potrebbero interessarti anche...

Gaetano Taverna 12/04/2021

Baccalà alla Vicentina: il gusto della tradizione
Si racconta che, nel 1269, i vicentini che tentavano l'assalto al castello di Montebello, difeso dai veronesi, alle guardie che gridavano altola', rispondessero: oh, che bello, noi portiamo polenta e baccalà. E subito i veronesi, golosi, spalancarono il portone … Quando si pensa al baccalà lo si immagina quasi sempre alla vicentina, perlomeno in Veneto. Forse perché è il più buono - esclamerebbe qualcuno - senza far torto a nessun’altra ricetta. Senza dubbio il Baccalà alla Vicentina è il più conosciuto. Inoltre, è una delle poche ricette che viene identificata con una realtà geografica particolare, un po' come avviene per i Risi e Bisi. Tuttavia, a differenza di tante altre ricette, il Baccalà alla Vicentina si degusta, accompagnato con fette di polenta calda, solo in quella zona particolare. La polenta deve essere cotta senza mai stancarsi di mescolarla, poi tagliata a fette e servita con il baccalà. Oppure, è possibile realizzare un comodo letto di polenta su ogni singolo piatto che fungerà da base, collocando sopra i pezzi del saporito pesce del nord. Una bellezza da lasciare a bocca aperta! Per 5-6 persone calcolare circa 600/700 g. di baccalà salato, due belle cipolle, un bicchiere di olio e.v. d'oliva, tre bicchieri di latte, 5/6 acciughe, poca farina, parmigiano, prezzemolo trito, sale e pepe appena macinato. Il baccalà dovrà albergare sotto acqua per almeno tre giorni, ricordando di cambiarla ogni 8/9 ore. Togliere pelle, lische, spine e le parti che sembrano più coriacee. Tagliarlo a pezzi grossolani. Affettare le cipolle e rosolarle con l'olio. Unire le acciughe dissalate, private della lisca e tagliuzzate. Infarinare i tocchi di baccalà e, in seguito, irrorarli con il soffritto in modo da ricoprirli. Disporli su una pirofila mettendo come base parte del fondo realizzato. Ricoprire il tutto con il resto del soffritto, il latte, il parmigiano, il sale, il pepe e l'olio in modo che tutti i pezzi del pesce  risultino coperti. Cuocere per almeno tre ore e mezza a fuoco basso movendo ogni tanto la pirofila. Ottima portata da gustare persino i giorni a seguire. In questo caso la polenta potrebbe essere grigliata o arrostita. Come vino è consigliato un Vespaiolo Breganze DOC o un Durello Lessini DOC. Buon appetito. Stefano Buso
Leggi tutto

Gaetano Taverna 29/11/2020

Il carciofo, un'eccellenza!
Il carciofo (Cynara scolymus) è uno di quegli alimenti che hanno sempre accompagnato la nostra alimentazione e le nostre tradizioni gastronomiche. Il carciofo  è stato considerato, fin dai tempi antichi, una pianta di origine divina: basti pensare che la mitologia attribuisce a Giove la creazione del carciofo. Il capostipite degli dei ellenici, infatti, si era innamorato di una fanciulla dai capelli color cenere di nome Cynara cui donò l'immortalità trasformandola in pianta.
Leggi tutto

Gaetano Taverna 03/08/2024

Fregola con le arselle: dalla Sardegna con gusto
La Fregola, o Fregula, è una pasta secca tipica sarda, a base di semola grossa di grano duro. La forma è sferica, molto simile al cous cous, ma più grossolana e irregolare. Di origini antichissime è originaria della zona del Campidano, la vasta pianura della Sardegna, situata nella porzione sud-occidentale dell'Isola, tra le province di Cagliari e Oristano. Tradizionalmente la Fregola si usa per le minestre di brodo di carne o di pesce, oppure cucinata con i frutti di mare o le lumache. O anche preparata con il pecorino, diventando così la Fregula Incasada. Mettere la semola in un largo piatto fondo, meglio se di coccio, (sa scivedda, con il fondo intagliato per facilitare la formazione dei granelli), e spargerla con le dita. Quindi versare al centro del piatto, poco alla volta, un bicchiere d'acqua tiepida in cui precedentemente avrete sciolto un pizzico di sale. Lavorare la semola con i polpastrelli, girandola e rigirandola fino a quando si aggrega formando delle piccole palline. Stendere un telo su un tagliere, sa canistedda, e distribuirvi la preparazione di semola per farla asciugare, allargandola bene con le dita e sgranandola per evitare che si formino grumi. Fare riposare per una notte, quindi trasferire la semola su una teglia ed infornarla per circa 15 minuti. Sfornare e lasciare raffreddare completamente prima di utilizzarla e condirla a proprio piacimento.In alternativa è possibile acquistare, in negozi di gastronomia ben forniti, le confezioni di Fregola nei cui ingredienti possiamo trovare le uova e lo zafferano. Il piatto che presento fa parte della tradizione della cucina regionale sarda, un piatto semplice, ma ricco di gusto e facile da preparare. In poco tempo sarà possibile offrire ai nostri ospiti un ottimo piatto di pesce, da consumarsi come primo piatto, valido per ogni stagione dell'anno. Ingredienti per 4 persone FREGOLA SARDA MEDIA 300 g. BRODO (FUMETTO) DI PESCE MISTO 1 Lt. ARSELLE FRESCHISSIME 1 Kg. ALICI SOTT'OLIO n. 2 PREZZEMOLO TRITATO q.b. SALSA DI POMODORO PASSATA 400 g. SPICCHI D'AGLIO n. 2 OLIO E.V.O. q.b. SALE q.b. PEPE q.b.   Allora, partiamo dal fumetto di pesce. Si può preparare in anticipo, anche il giorno prima, utilizzando scarti pesce di vario genere, ottimo se avremmo aggiunto anche gli scarti di crostacei, gamberi e scampi. La base è quella di un brodo vegetale con cipolla, carota, sedano, meglio ancora se aggiungiamo un porro al posto della cipolla, prezzemolo e un paio di pomodori maturi. Suggerisco di non salare il brodo: personalmente preferisco aggiungere il sale direttamente nella preparazione della pietanza alla quale dovrò utilizzare il brodo, vegetale o di pesce che sia. Dopo un'ora di bollitura, il fumetto è pronto. Filtrare bene con un colino piuttosto fino e utilizzare a piacere. Ora passiamo alle Arselle, cugine delle classiche vongole, dalla forma più triangolare, ma più gustose, anche se raccolgono molta più sabbia. Sarà quindi necessario spurgarle almeno per un'ora in abbondante acqua fredda dove avremmo aggiunto una manciata di sale grosso.Scoliamo le arselle, le sciacquiamo molto bene e le mettiamo in un recipiente cuocendo incoperchiato finché non si saranno aperte. A questo punto, separiamo i molluschi dai gusci, lasciandone qualcuno intero per la decorazione finale del piatto. Mettiamo da parte le arselle e filtriamo con un colino in un recipiente l'acqua che i molluschi hanno rilasciato durante la cottura.   Nello stesso tegame facciamo rosolare leggermente, in poco olio e.v. d'oliva, gli spicchi d'aglio con un cucchiaio raso di prezzemolo tritato e le alici sott'olio sminuzzandole con una forchetta. Aggiungiamo la salsa di pomodoro e lasciamo insaporire per un paio di minuti. Aggiungiamo il fumetto di pesce e lasciamo cuocere, senza coperchio, per cinque di minuti a fuoco medio. Uniamo l'acqua filtrata delle vongole e regoliamo di sale (se necessario). Non appena riprende la bollitura, aggiungiamo la fregola che dovrà cuocere per circa dieci minuti (assaggiarla di tanto in tanto). N.B.: se si sta usando una confezione di fregola acquistata, essendo piuttosto secca, richiederà più tempi di cottura. In questo caso, è opportuno in precedenza lessarla in acqua salata, scolandola molto al dente, e poi finire la cottura insieme al condimento.Unire alla fine anche le arselle e altro prezzemolo tritato. Terminata la cottura, decoriamo con qualche arsella col guscio, condiamo  con un filo d'olio, una spolverata di pepe e portiamo a tavola.E il vino? Beh, trattandosi di un piatto sardo, un buon Vermentino di Galluira DOCG, giovane e freddo sugli 8°, ci sta alla grande !
Leggi tutto

Cerca...