La sorpresa

Il racconto sul pranzo con sorpresa di una famiglia di Roma.

Le quattro auto si fermarono sul piazzale del casale alla periferia di Roma.
Elena emise un sospiro di sollievo: fino a quel momento aveva dubitato che sarebbero venuti.
«Non ti preoccupare, qualcosa mi dice che verranno», le aveva detto Mario, il marito con cui condivideva la sua vita da oltre cinquant’anni.
I giorni precedenti era stata sempre in ansia. Non ricordava più quando era stata l’ultima volta che erano riusciti a riunire la famiglia.
Per contro, nessuno dei quattro figli avrebbe voluto esserci. Non solo, nessuno di loro avrebbe scommesso un solo euro sulla presenza anche degli altri.
Il messaggio su Whatsapp però li aveva convinti, ma solo per curiosità: Vi aspettiamo domenica a pranzo: non mancate perché prepareremo la nostra Gricia con i carciofi che tanto vi piaceva da ragazzi. Ci sarà anche una sorpresa!

Elena, come aveva fatto sempre, abbracciò una alla volta i figli rispettando l’ordine di nascita: Renato, Laura, Paola, Vittorio.
Con amarezza le bastò poco per percepire una certa insofferenza nei loro atteggiamenti. Sapeva che da tempo non correva buon sangue tra i fratelli.
E in effetti i quattro figli si sopportavano appena. Tra loro non c’era mai stato un legame forte, soprattutto in età adulta: dissidi di varia natura, per lo più di carattere economico.
Erano anni che non si incontravano, ma anche che non incontravano i genitori.
Tutti però erano attratti dai soldi che Elena e Mario avevano messo da parte, senza considerare il valore del casale in cui vivevano i due anziani.
«Allora, mamma, qual è questa sorpresa?», chiese Paola.
Elena sorrise.
«Abbiate pazienza, più tardi saprete tutto.»
«Dov’è papà?», chiese Renato.
«A breve sarà qui. Ora basta con le domande. Sotto il portico ho preparato qualcosa da spizzicare. Forza, andate. Io intanto vado a finire di preparare il pranzo.»
«Non capisco tutto questo mistero. Non l’hanno mai fatto», disse Laura.
«Volesse il cielo che si siano convinti a dividere i soldi tra noi», disse Vittorio.
«Non lo so. Quello che so però è che non possono continuare a vivere qui, così isolati.»
«Hai ragione, Renato. Anche se Roma è a due passi, qui non possono più stare. Ho degli amici che hanno portato i genitori anziani in case di riposo molto dignitose.»
«Sapete che vi dico? – intervenne Vittorio – se si vendesse questo casale e il terreno circostante si potrebbe ricavare una bella somma da dividerci.»
«Forza ragazzi, entrate e accomodatevi», disse Elena.

In sala da pranzo si accorsero che in tavola c’erano quattro posti in più e chiesero se ci sarebbero stati altri ospiti.
«Sì, avremo quattro ospiti che non conoscete. E se non erro quello che sento è il motore dell’auto di papà che si sta fermando. Bene, vado a preparare la Gricia.»
Poco dopo Mario entrò e salutò i figli presentando i quattro ospiti: una donna accompagnata da tre bambini.
«Allora ragazzi, lei è Yulia e i bambini sono Natalia, Kira e Maxim. Sono ucraini e sono fuggiti dalla guerra.
«Vedete, questo pranzo è l’occasione per salutarci perché mamma e io partiremo presto per un viaggio che ci porterà lontano. Così Yulia e i suoi bambini potranno stare qui e se necessario potranno far venire i loro parenti dall’Ucraina.»
I quattro figli si guardarono tra loro stupiti mentre Elena entrava con una grossa ciotola fumante.
«Presto, che la Gricia con i carciofi non deve raffreddarsi. Le chiacchiere le lasciamo per dopo.»
«No, mamma, dobbiamo parlare subito. Questa cosa del viaggio e di lasciare il casale a degli estranei è a dir poco assurdo!»
«Lo possiamo capire, ma ormai abbiamo deciso così.»
«Ma dove andrete? Vi rendete conto che potreste spendere tutti i soldi che avete da parte?»
«Non vi dovete preoccupare perché è proprio quello che desideravamo fare da tempo.»
«Non è giusto – intervenne Vittorio – spendere così tutti questi soldi quando sarebbero stati più utili a noi!»
Mario annuì serio.
«Vittorio mio: fatte ‘na domanda e poi datte ‘na risposta!»
Vittorio non riuscì a trattenersi, si alzò e andò via quasi correndo. Uno dopo l’altro anche gli altri figli andarono via senza salutare.
Elena e Mario si scusarono con gli ospiti e uscirono per raggiungere i figli. Yulia li seguì per capire che doveva fare.
I tre bambini fissarono la ciotola con la pasta. La madre aveva detto di attendere. Ma la Gricia con i carciofi emanava un aroma gustoso per loro nuovo.
Si avvicinarono alla ciotola e con le dita assaggiarono un bucatino con un pezzetto di guanciale.
Si guardarono attorno, presero le forchette e si tuffarono sulla Gricia.

Gaetano Taverna

 

RICETTA DELLA GRICIA CON CARCIOFI

Ingredienti per 4 persone 

CARCIOFI ROMANESCHI n. 3
BUCATINI 400 gr.
GUANCIALE 200 gr.
PECORINO ROMANO GRATTUGIATO 100 gr.
SALE E PEPE q.b.
OLIO E.V.O. q.b.
AGLIO q.b.
PREZZEMOLO q.b.
FARINA DI SEMOLA DI GRANO DURO q.b.
VINO BIANCO SECCO q.b.
OLIO DI ARACHIDI O GIRASOLE q.b.

 

Pulire e mondare bene i carciofi, tagliarli a fettine e metterne qualcuna da parte, a bagno in acqua e limone per non farle annerire. In un tegame, soffriggere leggermente uno spicchio d'aglio in poco olio e.v.o., aggiungere le fettine dei carciofi e far cuocere qualche minuto a fuoco forte aggiungendo una manciatina di prezzemolo tritato fino. Sfumare un poco di vino bianco e aggiungere sale e pepe. Far cuocere per una decina di minuti. Nel frattempo, in una padella antiaderente far rosolare il guanciale tagliato a dadini non troppo piccoli e quando saranno ben rosolati, unirli ai carciofi.

Asciugare le fettine di carciofi che erano state messe da parte, infarinarle e friggere in olio di arachidi o girasole ben caldo. Scolarle su un foglio di carta assorbente. Lessare i bucatini in abbondante acqua salata. Appena la pasta è pronta, versarla nel tegame con i carciofi e il ganciale e farla saltare finché non si sia insaporita. Aggiungere nella stessa padella una manciata generosa di pecorino e farlo amalgamare aiutandosi con un poco di acqua di cottura per creare una cremina. Unire un pizzico abbondante di pepe nero e decorare con i carciofi fritti. Servire subito aggiungendo a piacere altro pecorino.

 

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