Nessuna cucina per lo chef

Romanzo inedito, terzo episodio della serie Una spia tra i fornelli.

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In questo nuovo episodio, lo chef-spia, Davide Sali e il suo partner di cucina, Jamal Hawad, sono alle prese con gli effetti delle speculazioni finanziarie attuate da potenti gruppi nazionalistici occulti che sfruttano l’attuale crisi economica per destabilizzare grandi aziende e soprattutto l'Europa.
Al centro delle maggiori speculazioni finanziarie, c’è la figura di Tullio Longino, noto faccendiere romano nonché patron di un elegante ristorante localizzato nelle vicinanze del Colosseo. Longino cade vittima di un’imboscata, ma l’E.S.O. - il servizio di intelligence europeo (frutto della fantasia dell’autore) - riesce a nasconderlo e a sostituirlo con Davide Sali, sfruttando la sua somiglianza impressionante con il Longino originale. Durante la sua missione, lo chef-spia scopre che le manovre speculative sono le armi di una nuova forma di terrorismo, un terrorismo finanziario attuato in maniera mirata da potenti gruppi nazionalistici contrari all’Unione Europea.
Il romanzo è ambientato a Roma e in appendice sono riportate le descrizioni, con richiami storici, di ville, monumenti e personaggi famosi, che fanno da sfondo al romanzo. Anche in questo episodio, come nei precedenti, non mancano le ricette gastronomiche, riportate anch'esse in appendice, fedeli compagne di un viaggio che raccoglie i sapori della tradizione della cucina regionale italiana, come il Lazio e la Calabria, e dell’esperienza di professionisti dell’enogastronomia italiana che hanno collaborato nella ricerca di ricette originali e nella proposta di abbinamenti enologici.

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