Preghiere e riflessioni sulla Pace

Preghiera Semplice

«O Signore, fa di me uno strumento della tua pace:
dove è odio, fa ch'io porti amore,
dove è offesa, ch'io porti il perdono,
dove è discordia, ch'io porti la fede,
dove è l'errore, ch'io porti la Verità,
dove è la disperazione, ch'io porti la speranza.

Dove è tristezza, ch'io porti la gioia,
dove sono le tenebre, ch'io porti la luce.
O Maestro, fa che io non cerchi tanto:
ad essere compreso, quanto a comprendere,
ad essere amato, quanto ad amare.

Poiché:
se è dando, che si riceve:
perdonando, che si è perdonati;
morendo, che si risuscita a Vita Eterna.
Amen.»
San Francesco

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La Nonviolenza

«La nonviolenza, come la carità, deve cominciare a casa propria. Non si può essere nonviolenti in un’attività e violenti in un’altra.

Questo mondo è tenuto insieme da vincoli di amore. La storia non registra i quotidiani episodi d’amore e di dedizione. Registra solo quelli di conflitto e guerra. In realtà, comunque, gli atti d’amore e di generosità, a questo mondo, sono molto più frequenti dei conflitti e delle dispute... Se così non fosse, sarebbero sopravvissute soltanto le minoranze più feroci.»
Mahatma Gandhi

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Preghiera per la Pace

«Signore, Dio di pace, che hai creato gli uomini, oggetto della tua benevolenza, per essere i familiari della tua gloria, noi ti benediciamo e ti rendiamo grazie; perché ci hai inviato Gesù, tuo figlio amatissimo, hai fatto di lui, nel mistero della sua Pasqua, l’artefice di ogni salvezza, la sorgente di ogni pace, il legame di ogni fraternità.

Noi ti rendiamo grazie per i desideri, gli sforzi, le realizzazioni che il tuo spirito di pace ha suscitato nel nostro tempo, per sostituire l’odio con l’amore, la diffidenza con la comprensione, l’indifferenza con la solidarietà.

Apri ancor più i nostri spiriti ed i nostri cuori alle esigenze concrete dell’amore di tutti i nostri fratelli, affinché possiamo essere sempre più dei costruttori di pace.
Ricordati, Padre di misericordia, di tutti quelli che sono in pena, soffrono e muoiono nel parto di un mondo più fraterno.

Che per gli uomini di ogni razza e di ogni lingua venga il tuo regno di giustizia, di pace e d’amore.
E che la terra sia piena della tua gloria!»
San Paolo VI

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La Pace

«La pace inizia con un sorriso, sorridi cinque volte al giorno a qualcuno che davvero ne ha bisogno. Fallo per la Pace.

Tutte le opere d’amore sono opere di pace. Ogni atto d’amore è un’opera di pace, non importa quanto sia piccolo.

Se non troviamo pace, è perché abbiamo dimenticato che apparteniamo gli uni agli altri.

Cerchiamo di non usare bombe e armi per vincere le guerre. Usiamo amore e compassione.

Le opere buone sono collegamenti che formano una catena d’amore.

Aiutiamo i moribondi, i poveri, i soli e gli emarginati secondo le grazie che abbiamo ricevuto e non dobbiamo vergognarci di essere umili.

Se vuoi che un messaggio di pace e d’amore venga ascoltato, continua a divulgarlo. Per mantenere una lampada accesa, dobbiamo continuare a metterci l’olio.

Se giudichi le persone, non hai tempo per amarle.

Alla fine della vita non saremo giudicati da quanti diplomi abbiamo ricevuto o da quanti soldi abbiamo accumulato, ma da quante cose belle abbiamo fatto.

Cosa si può fare per promuovere la pace nel mondo? Vai a casa e ama la tua famiglia.»
Santa Teresa di Calcutta

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Sete di Pace

«Il mondo ha una sete ardente della pace di Dio, anela a vedere l’arcobaleno di pace della divina grazia risplendere dopo la tempesta, eppure non riesce a liberarsi dall’agitazione e dall’inquietudine, poiché è un mondo decaduto a cui è inflitto il destino inesorabile del non conoscere la pace.

Che Dio faccia di noi degli uomini della sua incomparabile pace, uomini che riposano in lui, pur nel trambusto delle cose del mondo; che questa pace purifichi e rischiari le vostre anime, e che qualcosa della purezza e della luminosità della pace che Dio pone nei nostri cuori irradi in altre anime ancora senza pace; che voi diventiate l’uno all’altro, l’amico all’amico, lo sposo alla sposa, la madre al figlio, portatori di questa pace che viene da Dio!»
Dietrich Bonhoeffer (teologo luterano tedesco ucciso dai nazisti)

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Sentiero di Pace

«La pace deve essere sempre il fine: pace perseguita e difesa in ogni circostanza. Non ripetiamo il passato, un passato di violenza e distruzione.

Immettiamoci nell'erto e difficile sentiero della pace, il solo sentiero che si adatti alla dignità umana, l'unico che conduca verso il vero compimento del destino dell'uomo, il solo che guidi verso il futuro in cui l'equità, la giustizia e la solidarietà sono realtà e non soltanto dei sogni lontani.»
San Giovanni Paolo II

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Lo farò

«Lo farò.
Ricomincerò un’altra volta, raccoglierò le parti di anima che mi sono rimaste e ripartirò da capo.
Come di solito fanno tutte le donne che hanno l’abitudine di ragionare col cuore.
Domani però.
Perché oggi ho bisogno di piangere ancora un po’.»
Paola Felice (scrittrice italiana)

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Rispondere con l'amore

«Ai nostri più accaniti oppositori noi rispondiamo così: faremo fronte alla vostra capacità di infliggere sofferenze, con la nostra capacità di sopportare le sofferenze. Fateci quello che volete e noi continueremo ad amarvi.

Metteteci in prigione e noi vi ameremo ancora. Lanciate bombe sulle nostre case e minacciate i nostri figli e noi vi ameremo ancora.

Ma siamo convinti che vi vinceremo con la nostra capacità di soffrire. Gesù ha eternamente ragione. La storia è piena delle ossa di popoli che rifiutarono di ascoltarlo.»
Martin Luther King

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Guerra e Pace

«Ti hanno sempre fatto credere che tu non sei responsabile di quello che può avvenire in conseguenza del tuo sparo. Ma tu sai che quella persona che cadrà dopo il tuo sparo, inondandosi di sangue, sarà stata uccisa da te e da nessun altro, e sai che potresti non sparare, e che allora quella persona non verrebbe uccisa.

Cosa devi fare? Che tu abbassi il fucile e ti rifiuti lì per lì di sparare sui tuoi fratelli, non vuol dir nulla. Un domani tutto questo potrebbe comunque ripetersi e perciò, che tu lo voglia o no, devi riflettere e domandarti che cos’è mai quella qualifica di soldato che ti ha messo nella situazione di dover sparare sui tuoi fratelli disarmati.

E perciò, se vuoi davvero agire come ti comanda Dio, quel che devi fare è una cosa sola: gettar via da te il nome di soldato, che è vergognoso ed è un’offesa a Dio, e star pronto a sopportare tutte le sofferenze che poi essi ti faranno patire per questo.»
Lev Tolstoj

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Dopo la pioggia

«Dopo la pioggia viene il sereno
brilla in cielo l’arcobaleno:
è come un ponte imbandierato
e il sole vi passa, festeggiato.
E’ bello guardare a naso in su
le sue bandiere rosse e blu.

Però lo si vede – questo è il male –
soltanto dopo il temporale.
Non sarebbe più conveniente
il temporale non farlo per niente?

Un arcobaleno senza tempesta
questa sì che sarebbe festa.
Sarebbe una festa per tutta la terra
fare la pace prima della guerra.»
Gianni Rodari

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Verrà un giorno

«Verrà un giorno più puro degli altri:
scoppierà la pace sulla terra
come un sole di cristallo.
Una luce nuova
avvolgerà le cose.

Gli uomini canteranno per le strade
ormai liberi dalla morte menzognera.
Il frumento crescerà sui resti
delle armi distrutte
e nessuno verserà
il sangue del fratello.

Il mondo apparterrà alle fonti
e alle spighe che imporranno il loro impero
di abbondanza e freschezza senza frontiere.»
Jorge Carrera Andrade (poeta, storico e diplomatico ecuadoriano)

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Siamo tutti fratelli

«In quanto esseri umani, dobbiamo anche rispettare gli altri membri della famiglia umana, nostri compagni: i vicini, gli amici e così via. Compassione, amorevole gentilezza, altruismo, senso di fratellanza e sorellanza: queste sono le chiavi dello sviluppo umano, non solo nel futuro ma anche nel presente.

Siamo tutti creature dello stesso creatore, e perciò siamo realmente tutti fratelli e sorelle.

In presenza d'amore, c’è la speranza di costruire vere famiglie, una vera fratellanza, un’equanimità reale, una pace reale. Se nella tua mente l’amore è stato smarrito, se continui a considerare gli altri come nemici, non importa quanta conoscenza o istruzione tu abbia, non importa quanto progresso materiale sia stato raggiunto, avrai solo sofferenza e confusione.

Tutti noi viviamo insieme su questo pianeta: siamo tutti fratelli e sorelle dotati di uguali facoltà fisiche e mentali, con gli stessi problemi e gli stessi bisogni. Dobbiamo contribuire alla realizzazione del potenziale umano e al miglioramento della qualità della vita nella misura in cui ne siamo capaci. L’umanità ha molto bisogno di aiuto: il nostro è un tempo disperato e coloro che hanno qualcosa da offrire devono farsi avanti. Il momento di farlo è adesso.»
Tenzin Gyatso (Dalai Lama)

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Dacci la pace

«O Signore, c’è una guerra e io non possiedo parole.
Tutto quello che posso fare è usare le parole di Francesco d’Assisi.
E mentre prego questa antica preghiera io so che, ancora una volta,
tu trasformerai la guerra in pace e l’odio in amore.

Dacci la pace, o Signore, e fa’ che le armi siano inutili in questo mondo meraviglioso. Amen.»
Santa Teresa di Calcutta

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Prendi un sorriso

«Prendi un sorriso
regalalo a chi non l’ha mai avuto.
Prendi un raggio di sole
fallo volare là dove regna la notte.

Scopri una sorgente
fa bagnare chi vive nel fango.
Prendi una lacrima
posala sul volto di chi non ha mai pianto.

Prendi il coraggio
mettilo nell’animo di chi non sa lottare.
Scopri la vita
raccontala a chi non sa capirla.

Prendi la speranza
e vivi nella sua luce.
Prendi la bontà
e donala a chi non sa donare.

Scopri l’amore
e fallo conoscere al mondo.»
Mahatma Gandhi

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Sempre la Pace

«Non importa chi tu sia,
uomo, donna,
vecchio o fanciullo,
operaio o contadino,
soldato, studente o commerciante.

Non importa quale sia il tuo credo politico
o quello religioso:
se ti chiedono qual è la cosa
più importante per l’umanità,rispondi
prima
dopo
sempre:
La Pace!»
Li Tien Min (poeta cinese)

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Pensa agli altri

«Mentre prepari la tua colazione, pensa agli altri,
non dimenticare il cibo delle colombe.

Mentre fai le tue guerre, pensa agli altri,
non dimenticare coloro che chiedono la pace.

Mentre paghi la bolletta dell’acqua, pensa agli altri,
coloro che mungono le nuvole.

Mentre stai per tornare a casa, casa tua, pensa agli altri,
non dimenticare i popoli delle tende.

Mentre dormi contando i pianeti, pensa agli altri,
coloro che non trovano un posto dove dormire.

Mentre liberi te stesso con le metafore, pensa agli altri,
coloro che hanno perso il diritto di esprimersi.

Mentre pensi agli altri, quelli lontani, pensa a te stesso,
e dì: magari fossi una candela in mezzo al buio.»
Mahmoud Darwish (poeta palestinese)

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I bambini giocano alla guerra

«I bambini giocano alla guerra. È raro che giochino alla pace perché gli adulti da sempre fanno la guerra, tu fai “pum” e ridi; il soldato spara e un altro uomo non ride più.

È la guerra. C’è un altro gioco da inventare: far sorridere il mondo, non farlo piangere.

Pace vuol dire che non a tutti piace lo stesso gioco, che i tuoi giocattoli piacciono anche agli altri bimbi che spesso non ne hanno, perché ne hai troppi tu; che i disegni degli altri bambini non sono dei pasticci; che la tua mamma non è solo tutta tua; che tutti i bambini sono tuoi amici.

E pace è ancora non avere fame, non avere freddo, non avere paura.»
Bertolt Brecht

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La pace delle cose selvagge

«Quando la disperazione per il mondo cresce dentro me
e mi sveglio di notte al minimo rumore
col timore di ciò che sarà della mia vita e di quella dei miei figli,
vado a stendermi dove l’anatra di bosco
riposa sull’acqua in tutto il suo splendore
e si nutre il grande airone.

Entro nella pace delle cose selvagge
che non si complicano la vita per il dolore che verrà..
E sento su di me le stelle cieche del giorno
che attendono di mostrare il loro lume.
Per un po’ riposo tra le grazie del mondo e sono libero.»
Wendell Berry (scrittore, poeta e ambientalista statunitense)

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Ritorno all'indietro

«Ma la storia sta dando segni di un ritorno all’indietro. Si accendono conflitti anacronistici che si ritenevano superati, risorgono nazionalismi chiusi, esasperati, risentiti e aggressivi. In vari Paesi un’idea dell’unità del popolo e della nazione, impregnata di diverse ideologie, crea nuove forme di egoismo e di perdita del senso sociale mascherate da una presunta difesa degli interessi nazionali. E questo ci ricorda che ogni generazione deve far proprie le lotte e le conquiste delle generazioni precedenti e condurle a mete ancora più alte.

È il cammino. Il bene, come anche l’amore, la giustizia e la solidarietà, non si raggiungono una volta per sempre; vanno conquistati ogni giorno. Non è possibile accontentarsi di quello che si è già ottenuto nel passato e fermarsi, e goderlo come se tale situazione ci facesse ignorare che molti nostri fratelli soffrono ancora situazioni di ingiustizia che ci interpellano tutti.»
Papa Francesco – Enciclica “Fratelli Tutti”

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Mancanza di orizzonti

«Guerre, attentati, persecuzioni per motivi razziali o religiosi, e tanti soprusi contro la dignità umana vengono giudicati in modi diversi a seconda che convengano o meno a determinati interessi, essenzialmente economici. Ciò che è vero quando conviene a un potente, cessa di esserlo quando non è nel suo interesse. Tali situazioni di violenza vanno moltiplicandosi dolorosamente in molte regioni del mondo, tanto da assumere le fattezze di quella che si potrebbe chiamare una “terza guerra mondiale a pezzi”.

Questo non stupisce se notiamo la mancanza di orizzonti in grado di farci convergere in unità, perché in ogni guerra ciò che risulta distrutto è lo stesso progetto di fratellanza, inscritto nella vocazione della famiglia umana, per cui ogni situazione di minaccia alimenta la sfiducia e il ripiegamento. Così, il nostro mondo avanza in una dicotomia senza senso, con la pretesa di garantire la stabilità e la pace sulla base di una falsa sicurezza supportata da una mentalità di paura e sfiducia.»
Papa Francesco – Enciclica “Fratelli Tutti”

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Cultura dell'incontro

«Nel mondo attuale i sentimenti di appartenenza a una medesima umanità si indeboliscono, mentre il sogno di costruire insieme la giustizia e la pace sembra un’utopia di altri tempi. Vediamo come domina un’indifferenza di comodo, fredda e globalizzata, figlia di una profonda disillusione che si cela dietro l’inganno di una illusione: credere che possiamo essere onnipotenti e dimenticare che siamo tutti sulla stessa barca. Questo disinganno, che lascia indietro i grandi valori fraterni, conduce a una sorta di cinismo. Questa è la tentazione che noi abbiamo davanti, se andiamo per questa strada della disillusione o della delusione.

L’isolamento e la chiusura in se stessi o nei propri interessi non sono mai la via per ridare speranza e operare un rinnovamento, ma è la vicinanza, è la cultura dell’incontro. L’isolamento, no; vicinanza, sì. Cultura dello scontro, no; cultura dell’incontro, sì.»
Papa Francesco – Enciclica “Fratelli Tutti”

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Vivere con dignità

«C’è un riconoscimento basilare, essenziale da compiere per camminare verso l’amicizia sociale e la fraternità universale: rendersi conto di quanto vale un essere umano, quanto vale una persona, sempre e in qualunque circostanza. Se ciascuno vale tanto, bisogna dire con chiarezza e fermezza che il solo fatto di essere nati in un luogo con minori risorse o minor sviluppo non giustifica che alcune persone vivano con minore dignità. Questo è un principio elementare della vita sociale, che viene abitualmente e in vari modi ignorato da quanti vedono che non conviene alla loro visione del mondo o non serve ai loro fini.

Ogni essere umano ha diritto a vivere con dignità e a svilupparsi integralmente, e nessun Paese può negare tale diritto fondamentale. Ognuno lo possiede, anche se è poco efficiente, anche se è nato o cresciuto con delle limitazioni; infatti ciò non sminuisce la sua immensa dignità come persona umana, che non si fonda sulle circostanze bensì sul valore del suo essere. Quando questo principio elementare non è salvaguardato, non c’è futuro né per la fraternità né per la sopravvivenza dell’umanità.»
Papa Francesco – Enciclica “Fratelli Tutti”

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Individualismo

«La persona umana, coi suoi diritti inalienabili, è naturalmente aperta ai legami. Nella sua stessa radice abita la chiamata a trascendere sé stessa nell’incontro con gli altri. Per questo occorre prestare attenzione per non cadere in alcuni equivoci che possono nascere da un fraintendimento del concetto di diritti umani e da un loro paradossale abuso. Vi è infatti oggi la tendenza verso una rivendicazione sempre più ampia di diritti individuali – sono tentato di dire individualistici –, che cela una concezione di persona umana staccata da ogni contesto sociale e antropologico, quasi come una “monade” (monás), sempre più insensibile. Se il diritto di ciascuno non è armonicamente ordinato al bene più grande, finisce per concepirsi senza limitazioni e dunque per diventare sorgente di conflitti e di violenze.»
Papa Francesco – Enciclica “Fratelli Tutti”

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Comunione universale

«Per stimolare un rapporto sano tra l’amore alla patria e la partecipazione cordiale all’umanità intera, conviene ricordare che la società mondiale non è il risultato della somma dei vari Paesi, ma piuttosto è la comunione stessa che esiste tra essi, è la reciproca inclusione, precedente rispetto al sorgere di ogni gruppo particolare. In tale intreccio della comunione universale si integra ciascun gruppo umano e lì trova la propria bellezza. Dunque, ogni persona che nasce in un determinato contesto sa di appartenere a una famiglia più grande, senza la quale non è possibile avere una piena comprensione di sé.

Questo approccio, in definitiva, richiede di accettare con gioia che nessun popolo, nessuna cultura o persona può ottenere tutto da sé. Gli altri sono costitutivamente necessari per la costruzione di una vita piena. La consapevolezza del limite o della parzialità, lungi dall’essere una minaccia, diventa la chiave secondo la quale sognare ed elaborare un progetto comune. Perché l’uomo è l’essere-limite che non ha limite.»
Papa Francesco – Enciclica “Fratelli Tutti”

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Il valore del rispetto

«Mentre vediamo che ogni genere di intolleranza fondamentalista danneggia le relazioni tra persone, gruppi e popoli, impegniamoci a vivere e insegnare il valore del rispetto, l’amore capace di accogliere ogni differenza, la priorità della dignità di ogni essere umano rispetto a qualunque sua idea, sentimento, prassi e persino ai suoi peccati. Mentre nella società attuale proliferano i fanatismi, le logiche chiuse e la frammentazione sociale e culturale, un buon politico fa il primo passo perché risuonino le diverse voci. È vero che le differenze generano conflitti, ma l’uniformità genera asfissia e fa sì che ci fagocitiamo culturalmente. Non rassegniamoci a vivere chiusi in un frammento di realtà.

In tale contesto, desidero ricordare che, insieme con il Grande Imam Ahmad Al-Tayyeb, abbiamo chiesto agli artefici della politica internazionale e dell’economia mondiale, di impegnarsi seriamente per diffondere la cultura della tolleranza, della convivenza e della pace; di intervenire, quanto prima possibile, per fermare lo spargimento di sangue innocente. E quando una determinata politica semina l’odio e la paura verso altre nazioni in nome del bene del proprio Paese, bisogna preoccuparsi, reagire in tempo e correggere immediatamente la rotta.»
Papa Francesco – Enciclica “Fratelli Tutti”

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Dialogare

«Per incontrarci e aiutarci a vicenda abbiamo bisogno di dialogare. Non c’è bisogno di dire a che serve il dialogo. Mi basta pensare che cosa sarebbe il mondo senza il dialogo paziente di tante persone generose che hanno tenuto unite famiglie e comunità.

Il dialogo perseverante e coraggioso non fa notizia come gli scontri e i conflitti, eppure aiuta discretamente il mondo a vivere meglio, molto più di quanto possiamo rendercene conto.»
Papa Francesco – Enciclica “Fratelli Tutti”

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Proliferazione di guerre

«”L’inganno è nel cuore di chi trama il male, la gioia invece è di chi promuove la pace” (Pr 12,20). Tuttavia, c’è chi cerca soluzioni nella guerra, che spesso si nutre del pervertimento delle relazioni, di ambizioni egemoniche, di abusi di potere, di paura dell’altro e della diversità vista come ostacolo. La guerra non è un fantasma del passato, ma è diventata una minaccia costante. Il mondo sta trovando sempre più difficoltà nel lento cammino della pace che aveva intrapreso e che cominciava a dare alcuni frutti.

Poiché si stanno creando nuovamente le condizioni per la proliferazione di guerre, ricordo che la guerra è la negazione di tutti i diritti e una drammatica aggressione all’ambiente. Se si vuole un autentico sviluppo umano integrale per tutti, occorre proseguire senza stancarsi nell’impegno di evitare la guerra tra le nazioni e tra i popoli.»
Papa Francesco – Enciclica “Fratelli Tutti”

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Prestiamo attenzione

«Ogni guerra lascia il mondo peggiore di come lo ha trovato. La guerra è un fallimento della politica e dell’umanità, una resa vergognosa, una sconfitta di fronte alle forze del male. Non fermiamoci su discussioni teoriche, prendiamo contatto con le ferite, tocchiamo la carne di chi subisce i danni. Rivolgiamo lo sguardo a tanti civili massacrati come “danni collaterali”. Domandiamo alle vittime.

Prestiamo attenzione ai profughi, a quanti hanno subito le radiazioni atomiche o gli attacchi chimici, alle donne che hanno perso i figli, ai bambini mutilati o privati della loro infanzia. Consideriamo la verità di queste vittime della violenza, guardiamo la realtà coi loro occhi e ascoltiamo i loro racconti col cuore aperto. Così potremo riconoscere l’abisso del male nel cuore della guerra e non ci turberà il fatto che ci trattino come ingenui perché abbiamo scelto la pace.»
Papa Francesco – Enciclica “Fratelli Tutti”

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Ho dipinto la Pace

«Avevo una scatola di colori
brillanti, decisi, vivi.
Avevo una scatola di colori,
alcuni caldi, altri molto freddi.

Non avevo il rosso
per il sangue dei feriti.
Non avevo il nero
per il pianto degli orfani.
Non avevo il bianco
per le mani e il volto dei morti.
Non avevo il giallo
per la sabbia ardente.

Ma avevo l’arancio
per la gioia della vita,
e il verde per i germogli e i nidi,
e il celeste dei chiari cieli splendenti,
e il rosa per i sogni e il riposo.
Mi sono seduta e ho dipinto la pace.»
Talil Sorek (israeliana di Beersheba, poesia scritta a 13 anni nel 1973, al tempo della guerra del Kippur)

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Il volto della Pace

«Conosco tutti i luoghi dove abita la colomba e il più naturale è la testa dell’uomo.
L’amore della giustizia e della libertà ha prodotto un frutto meraviglioso.
Un frutto che non marcisce perché ha il sapore della felicità.
Che la terra produca, che la terra fiorisca che la carne e il sangue viventi non siano mai sacrificati.
Che il volto umano conosca l’utilità della bellezza sotto l’ala della riflessione.
Pane per tutti, per tutti delle rose. L’abbiamo giurato tutti.
Marciamo a passi da giganti. E la strada non è poi tanto lunga.

Fuggiremo il riposo, fuggiremo il sonno, coglieremo alla svelta l’alba e la primavera e prepareremo i giorni e le stagioni a seconda dei nostri sogni.
La bianca illuminazione di credere tutto il bene possibile. L’uomo in preda alla pace s’incorona di speranza.
L’uomo in preda alla pace ha sempre un sorriso dopo tutte le battaglie, per chi glielo chiede.
Fertile fuoco dei grani delle mani e delle parole un fuoco di gioia s’accende e ogni cuore si riscalda.

La vittoria si appoggia sulla fraternità. Crescere è senza limiti. Ciascuno sarà vincitore.
La saggezza è appesa al soffitto e il suo sguardo cade dalla fronte come una lampada di cristallo la luce scende lentamente sulla terra dalla fronte del più vecchio passa al sorriso dei fanciulli liberati dal timore delle catene.
Pensare che per tanto tempo l’uomo ha fatto paura all’uomo e fa paura agli uccelli che porta nella sua testa.
Dopo aver levato il suo viso al sole l’uomo ha bisogno di vivere bisogno di far vivere e s’unisce d’amore s’unisce all’avvenire.
La mia felicità è la nostra felicità il mio sole è il nostro sole noi ci dividiamo la vita lo spazio e il tempo sono di tutti.

L’amore è al lavoro, egli è infaticabile. Eravamo nel millenovecento diciassette e conserviamo il senso della nostra liberazione.
Noi abbiamo inventato gli altri come gli altri ci hanno inventato. Avevamo bisogno gli uni degli altri.
Come un uccello che vola ha fiducia nelle sue ali noi sappiamo dove conduce la nostra mano tesa: verso nostro fratello.
Colmeremo l’innocenza della forza che tanto a lungo ci è mancata non saremo mai più soli.
Le nostre canzoni chiamano la pace e le nostre risposte sono atti per la pace. Non è il naufragio, è il nostro desiderio che è fatale, e la pace inevitabile.
L’architettura della pace riposa sul mondo intero. Apri le tue ali, bel volto; imponi al mondo di essere saggio poiché diventiamo reali, diventiamo reali insieme per lo sforzo per la nostra volontà di disperdere le ombre nel corso folgorante di una nuova luce.
La forza diventerà sempre più leggera respireremo meglio, canteremo a voce più alta.»
Paul Éluard (poeta francese: il disegno è opera di Pablo Picasso, amico del poeta)

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Voglia di Pace

«Le voci dei bimbi il vento raccoglie
e poi le sparpaglia tra i rami e le foglie
di alberi antichi, con grosse radici
che sanno ascoltare le cose che dici
per poi raccontarle, giù... giù... nel profondo
al Cuore che batte al centro del mondo
Se un bimbo sorride, sorride anche il Cuore
ed ecco spuntare in un prato un bel fiore
Se un bimbo è felice, il Cuore è contento
e nascon farfalle che danzan col vento
Ma, a volte, le risa diventano pianti:
le lacrime scendono, calde e pesanti,
colpiscon la Terra che trema, impaurita,
vedendo la morte mischiarsi alla vita.

Ossezia, Israele, Iraq, Palestina...
tra bombe e fucili la morte cammina,
portando con sé ceceni, afghani
e tanti, tantissimi bimbi africani!
Bombardano, sparano e parlan di pace,
al Cuore del mondo ‘sta cosa non piace:
Se di odio e violenza riempite la Terra,
non siate bugiardi: chiamatela guerra!
La pace è sorridere, darsi la mano,
dormire tranquilli, guardare lontano
e in fondo vedere, nel cielo sereno,
i sette colori dell’arcobaleno.
Soltanto se spargi la voglia di amare
il vento sorride e può allora portare
agli alberi antichi e alle loro radici
le voci ed i sogni di bimbi felici!»
Elio Giacone (scrittore italiano per l'infanzia)

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I due lupi

«Un anziano Cherokee parlava al nipote della vita: ”Dentro di me c’è una lotta”, disse al ragazzo. “C’è un terribile combattimento tra due lupi. Uno è cattivo, è rabbia, invidia, dolore, rimorso, avidità, arroganza, autocompatimento, colpa, risentimento, inferiorità, bugie, falso orgoglio, superiorità ed ego”.

Poi continuò: ”L’altro è buono, è gioia, pace, amore, speranza, serenità, umiltà, gentilezza, benevolenza, empatia, generosità, verità, compassione e fede. Lo stesso conflitto c’è anche dentro di te e dentro ognuno di noi”.

Il nipote rifletté un minuto su queste parole, poi domandò al nonno: ”Quale lupo vincerà?”. L’anziano Cherokee disse semplicemente: ”Quello che nutri!”»
Pensiero dei Nativi Americani

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Puoi costruire la Pace

«Se hai cibo,
puoi sfamare.
Se hai acqua,
puoi dissetare
Se hai cuore,
puoi amare.
Se hai generosità,
puoi donare.

Se hai dignità,
puoi educare.
Se hai pazienza,
puoi sopportare.
Se hai comprensione,
puoi tollerare.
Se hai indulgenza,
puoi perdonare.

E se sfami,
disseti, ami,
doni, educhi,
sopporti,
tolleri,
e perdoni,
puoi costruire la pace.»
Patrizia Camesasca (scrittrice e poetessa italiana)

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Dove termina l'arcobaleno

«Dove termina l'arcobaleno
Deve esserci un luogo, fratello,
Dove si potrà cantare ogni genere di canzoni,
E noi canteremo insieme, fratello,
Tu ed io, anche se tu sei bianco e io non lo sono,
Sarà una canzone triste, fratello,
Perché non sappiamo come fa,
Ed è difficile da imparare,

Ma possiamo riuscirci, fratello, tu ed io.
Non esiste una canzone nera.
Non esiste una canzone bianca.
Esiste solo musica, fratello,
Ed è musica quella che canteremo
Dove termina l'arcobaleno.»
Richard Rive (scrittore e accademico sudafricano)

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Lo dirò con un sorriso

«Andrò in giro per le strade sorridendo,
finché gli altri diranno:- è pazzo!
E mi fermerò soprattutto
Coi bambini a giocare in periferia,
poi lascerò un fiore ad ogni finestra
e saluterò chiunque incontrerò per via,
stringendogli la mano.

E poi suonerò con le mie mani
le campane della torre a più riprese
finché sarò esausto,
e dirò a tutti: PACE!
Ma lo dirò in silenzio
e solo con un sorriso,
ma tutti capiranno.»
David Maria Turoldo (teologo, filosofo, scrittore, poeta italiano)

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Prima di tutto l'uomo

«Non vivere su questa terra
come un estraneo
e come un vagabondo sognatore.

Vivi in questo mondo
come nella casa di tuo padre:
credi al grano, alla terra, al mare,
ma prima di tutto credi all'uomo.

Ama le nuvole, le macchine, i libri,
ma prima di tutto ama l'uomo.
Senti la tristezza del ramo che secca,
dell'astro che si spegne,
dell'animale ferito che rantola,
ma prima di tutto senti la tristezza
e il dolore dell'uomo.

Ti diano gioia
tutti i beni della terra:
l'ombra e la luce ti diano gioia,
le quattro stagioni ti diano gioia,
ma soprattutto, a piene mani,
ti dia gioia l'uomo!»
Nazim Hikmet (poeta e drammaturgo turco)

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Ci impegniamo

«Ci impegniamo, noi e non gli altri,
unicamente noi e non gli altri,
né chi sta in alto, né che sta in basso,
né chi crede, né chi non crede.

Ci impegniamo:
senza pretendere che gli altri si impegnino per noi,
senza giudicare chi non si impegna,
senza accusare chi non si impegna,
senza condannare chi non si impegna,
senza cercare perché non si impegna.

Se qualche cosa sentiamo di "potere"
e lo vogliamo fermamente
è su di noi, soltanto su di noi.
Il mondo si muove se noi ci muoviamo,
si muta se noi ci facciamo nuovi,
ma imbarbarisce
se scateniamo la belva che c'è in ognuno di noi.

Ci impegniamo:
per trovare un senso alla vita,
a questa vita
una ragione
che non sia una delle tante ragioni
che bene conosciamo
e che non ci prendono il cuore.

Ci impegniamo
non per riordinare il mondo,
non per rifarlo,
ma per amarlo.»
Primo Mazzolari (presbitero, scrittore e partigiano italiano).

L’immagine ritrae l’Ambasciatore italiano ucciso in Congo, Luca Attanasio, un uomo impegnato a favore della pace.

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Ti auguro di vivere

«Ti auguro di vivere
senza lasciarti comprare dal denaro.
Ti auguro di vivere
senza marca, senza etichetta,
senza distinzione,
senza altro nome
che quello di uomo.

Ti auguro di vivere
senza rendere nessuno tua vittima.
Ti auguro di vivere
senza sospettare o condannare
nemmeno a fior di labbra.
Ti auguro di vivere in un mondo
dove ognuno abbia il diritto
di diventare tuo fratello
e farsi tuo prossimo.»
Jean Debruyne (poeta francese e cappellano generale delle Guide e degli Scout francesi)

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Prigione

«Vivere una sola vita,
in una sola città,
in un solo paese.
in un solo universo
vivere in un solo mondo
è prigione.

Amare un solo amico,
un solo padre,
una sola madre,
una sola famiglia
amare una sola persona
è prigione.

Conoscere una sola lingua,
un solo lavoro,
un solo costume,
una sola civiltà,
conoscere una sola logica
è prigione.

Avere un solo corpo,
un solo pensiero,
una sola conoscenza,
una sola essenza,
avere un solo essere
è prigione.»
Ndjock Ngana (poeta e scrittore camerunense)

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È davvero meraviglioso

«È davvero meraviglioso che io non abbia lasciato perdere tutti i miei ideali perché sembrano assurdi e impossibili da realizzare. Eppure me li tengo stretti perché, malgrado tutto, credo ancora che la gente sia veramente buona di cuore. Mi è impossibile costruire tutto sulla base della morte, della miseria, della confusione.

Vedo il mondo mutarsi lentamente in un deserto, odo sempre più forte l’avvicinarsi del rombo che ci ucciderà, partecipo al dolore di migliaia di uomini, eppure quando guardo il cielo, penso che tutto si volgerà nuovamente al bene, che anche questa spietata durezza cesserà, che ritorneranno la pace e la serenità.»
Anna Frank

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