Una spia tra i fornelli: il progetto

Il progetto letterario "Una spia tra i fornelli".

È un progetto che nasce dall’idea di realizzare due opere in un unico volume, un’opera di narrativa moderna e un’opera di cucina, con tanto di ricette e descrizione delle elaborazioni gastronomiche. Due contributi diversi, ma pur sempre integrabili come solo la cucina e il cibo possono offrire nella vita quotidiana di ciascuno.
Per catturare maggiormente l’attenzione del lettore, ho scelto una narrativa di azione, lo spionaggio, e una caratterizzazione atipica dei personaggi principali poco conforme ai cliché delle spy story classiche.
Protagonisti dei romanzi sono lo chef Davide Sali e il suo amico e aiuto chef, il tuareg Jamal Hawad.
 

DAVIDE SALI: quarantenne originario di Roma, altezza media, robusto, scuro di capelli, occhi castani, capelli corti e una barbetta piuttosto rada. Vive da solo in una villetta a Roma Nord. Chef professionista, lavora su commissione soprattutto per servizi di catering, banchetti, ricevimenti, cene di gala.
È un gaudente della vita, geloso della sua privacy e dei suoi momenti di relax, passati ad ascoltare musica e a degustare vino rosso d’annata o whisky scozzese doppio malto fumando sigari toscani.
Dotato di un olfatto straordinario, sfrutta questa dote nel lavoro e nella vita di tutti i giorni. Malgrado un physique du role più coerente alla professione di chef che svolge, Davide Sali è il protagonista di missioni di spionaggio in qualità di agente esterno dell'ESO - European Security Office, servizio di intelligence europeo (questa organizzazione è frutto della fantasia dell’autore).
La peculiarità della professione di chef e il suo aspetto fisico, gli permettono di mantenere un basso profilo e svolgere così delicate missioni sotto copertura riuscendo a entrare negli entourage e nelle intimità dei contesti in cui l’ESO gli chiede di operare.
Dal carattere emotivo e impulsivo, riesce con intraprendenza a trovare il lato eccitante di missioni rischiose e lontane mille miglia dal suo stile di vita. Instaura con Jamal, il suo aiuto cuoco, un rapporto profondo di stima e amicizia formando, così, una coppia affiatata in cucina e nelle vicende in cui sono coinvolti.

JAMAL HAWAD: amico e aiuto chef di Davide Sali, rappresenta la potenzialità dell’integrazione multiculturale. Extracomunitario del Maghreb, sui 35 anni, orgoglioso delle sue origini Tuareg e islamiche, con l’aiuto e l’amicizia di Davide è diventato un valido cuoco integrandosi nella società italiana. A differenza dell’amico italiano, ha un carattere introverso, sobrio e non emotivo. Nelle missioni in cui Davide lo coinvolge, Jamal dimostra una freddezza e risoluzione fuori dal comune.

 

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