La mia nuova condizione di disabile

Gli esiti nefasti di un intervento chirurgico a cui mi sono dovuto sottoporre a fine settembre

Gaetano Taverna 19/11/2025 0

Da tempo mi sono convinto che gli imprevisti sono la tassa che la vita ci fa pagare per non annoiarci. Non posso attribuirmi la paternità di questa frase, che probabilmente avrò letto o sentito da qualche parte, ma posso dichiarare con certezza che ha trovato conferma negli esiti nefasti di un intervento chirurgico a cui mi sono dovuto sottoporre a fine settembre.

Di seguito il racconto completo.

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Gaetano Taverna 06/02/2024

Tempo di Carnevale: Semel In Anno Licet Insanire
Goethe diceva che il Carnevale non era una festa che si offriva al popolo, ma che il popolo regalava a se stesso, dove il mondo si rovesciava, si beffeggiavano le autorità, il servo diventava padrone e il padrone servo. D'altronde è famosa la locuzione latina Semel in anno licet insanire, Una volta all'anno è lecito impazzire, una frase che ha contraddistinto il Carnevale in ogni epoca. Tempo fa, ho trovato in rete un interessante articolo di Marcello Ramognino - autore e regista scomparso nel 2022 - dove sono richiamate e descritte le origini del Carnevale e le sue tradizioni del passato. Di seguito condivido il link all'articolo di cui suggerisco la lettura. Carnevale, però, è anche rispetto della tradizione gastronomica, soprattutto quella dolciaria, in cui le protagoniste indiscusse sono le Frappe, o Chiacchiere e le Castagnole (in calce le ricette). ALLE ORIGINI DEL CARNEVALE: UNA STORIA TUTTA ROMANA cliccare qui o sull'immagine   RICETTA DELLE FRAPPE  FARINA 00 500 gr.  STRUTTO 80 gr.  UOVA n. 2  VERMUT BIANCO q.b.  ZUCCHERO 100 gr.  LIEVITO PER DOLCI 1 cucchiaino  ZUCCHERO A VELO q.b.  CANNELLA IN POLVERE q.b.  SALE FINO q.b.  OLIO PER FRIGGERE q.b. Sbattere le uova e versarle nella farina in una terrina. Aggiungere lo strutto, lo zucchero, un pizzico di sale, il lievito, la cannella in polvere e impastare con le mani aggiungendo poco per volta il vermut. Alla fine deve risultare un impasto consistente (aiutarsi con la farina per la consistenza). Infarinare la spianatoia e con il matterello preparare tante strisce di circa 10-15 cm non tanto sottili. Con la rotellina dentata, tagliare in maniera da formare tante strisce larghe 3-4 cm. Far scaldare abbondante olio in una padella e calarvi le strisce evitando che si ammassino. Le frappe tenderanno a galleggiare, rigirarle un paio di volte finché non risulteranno dorate. Asciugare sulla carta assorbente e spolverare con zucchero a velo.   RICETTA DELLE CASTAGNOLE  FARINA 00 500 gr.  STRUTTO 60 gr.  UOVA n. 3  MARASCHINO q.b.  ZUCCHERO 100 gr.  LIEVITO PER DOLCI 1 cucchiaino  LIMONE n. 1  ZUCCHERO A VELO q.b.  CANNELLA IN POLVERE q.b.  SALE FINO q.b.  OLIO PER FRIGGERE q.b. Sbattere le uova intere e aggiungere mescolando lo strutto, un pizzico di  sale, lo zucchero, la scorza grattugiata del limone, il lievito e il maraschino. Incorporarvi la farina mescolando energicamente finché il composto risulterà piuttosto compatto. Preparare le castagnole aiutandosi con le mani. Far scaldare abbondante olio in una padella e friggere finché le castagnole non diventeranno dorate. Deporle in un vassoio con della carta per far assorbire l'eccesso d'olio e spolverare con zucchero e cannella in polvere.
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Gaetano Taverna 21/12/2022

Si chiude un capitolo
Come autore mi è sempre piaciuta l’idea che la vita di ciascuno possa essere rappresentata in un libro. Un libro composto da tanti capitoli all’interno dei quali sono presenti diversi episodi, alcuni a lieto fine, altri meno. E per quanto mi riguarda, uno di questi capitoli, forse quello più corposo, si sta concludendo. Mi riferisco al capitolo relativo all’attività professionale visto che dal 1 gennaio 2023, dopo 42 anni di lavoro, ne aprirò un altro come pensionato.
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Gaetano Taverna 18/12/2021

Buon Natale !
Se gli apriremo con cordialità la nostra casa e non rifiuteremo la Sua presenza, Egli ha da offrirci qualcosa di straordinario: il senso della vita, il gusto dell'essenziale, il sapore delle cose semplici, la gioia del servizio, lo stupore della vera libertà, la voglia dell'impegno. Lui solo può restituire al nostro cuore, indurito dalle amarezze e dalle delusioni, rigogli di nuova speranza. Don Tonino Bello
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