Gaetano Taverna 06/02/2024

Tempo di Carnevale: Semel In Anno Licet Insanire
Goethe diceva che il Carnevale non era una festa che si offriva al popolo, ma che il popolo regalava a se stesso, dove il mondo si rovesciava, si beffeggiavano le autorità, il servo diventava padrone e il padrone servo. D'altronde è famosa la locuzione latina Semel in anno licet insanire, Una volta all'anno è lecito impazzire, una frase che ha contraddistinto il Carnevale in ogni epoca. Tempo fa, ho trovato in rete un interessante articolo di Marcello Ramognino - autore e regista scomparso nel 2022 - dove sono richiamate e descritte le origini del Carnevale e le sue tradizioni del passato. Di seguito condivido il link all'articolo di cui suggerisco la lettura. Carnevale, però, è anche rispetto della tradizione gastronomica, soprattutto quella dolciaria, in cui le protagoniste indiscusse sono le Frappe, o Chiacchiere e le Castagnole (in calce le ricette). ALLE ORIGINI DEL CARNEVALE: UNA STORIA TUTTA ROMANA cliccare qui o sull'immagine   RICETTA DELLE FRAPPE  FARINA 00 500 gr.  STRUTTO 80 gr.  UOVA n. 2  VERMUT BIANCO q.b.  ZUCCHERO 100 gr.  LIEVITO PER DOLCI 1 cucchiaino  ZUCCHERO A VELO q.b.  CANNELLA IN POLVERE q.b.  SALE FINO q.b.  OLIO PER FRIGGERE q.b. Sbattere le uova e versarle nella farina in una terrina. Aggiungere lo strutto, lo zucchero, un pizzico di sale, il lievito, la cannella in polvere e impastare con le mani aggiungendo poco per volta il vermut. Alla fine deve risultare un impasto consistente (aiutarsi con la farina per la consistenza). Infarinare la spianatoia e con il matterello preparare tante strisce di circa 10-15 cm non tanto sottili. Con la rotellina dentata, tagliare in maniera da formare tante strisce larghe 3-4 cm. Far scaldare abbondante olio in una padella e calarvi le strisce evitando che si ammassino. Le frappe tenderanno a galleggiare, rigirarle un paio di volte finché non risulteranno dorate. Asciugare sulla carta assorbente e spolverare con zucchero a velo.   RICETTA DELLE CASTAGNOLE  FARINA 00 500 gr.  STRUTTO 60 gr.  UOVA n. 3  MARASCHINO q.b.  ZUCCHERO 100 gr.  LIEVITO PER DOLCI 1 cucchiaino  LIMONE n. 1  ZUCCHERO A VELO q.b.  CANNELLA IN POLVERE q.b.  SALE FINO q.b.  OLIO PER FRIGGERE q.b. Sbattere le uova intere e aggiungere mescolando lo strutto, un pizzico di  sale, lo zucchero, la scorza grattugiata del limone, il lievito e il maraschino. Incorporarvi la farina mescolando energicamente finché il composto risulterà piuttosto compatto. Preparare le castagnole aiutandosi con le mani. Far scaldare abbondante olio in una padella e friggere finché le castagnole non diventeranno dorate. Deporle in un vassoio con della carta per far assorbire l'eccesso d'olio e spolverare con zucchero e cannella in polvere.
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Gaetano Taverna 29/01/2024

Fettuccine alla crema di arance
Una ricetta semplice a base di una crema all'arancia che donerà alle fettuccine un sapore particolare e originale. La mia ricetta utilizza i dadini di prosciutto cotto, ma è ottima anche utilizzando in alternativa i gamberetti sgusciati oppure senza aggiungere altro, perché la crema già da sola è un ottimo condimento per la pasta. Forza, mettiamoci all'opera! Ingredienti per 4 p. FETTUCCINE FRESCHE ALL'UOVO 400 g. ARANCE CON LA BUCCIA SPESSA n. 2 BURRO 75 g. PROSCIUTTO COTTO A DADINI 150 g. PANNA FRESCA 200 ml. FOGLIE DI SALVIA n. 5 OLIO E.V.O. q.b. BRANDY O RUM q.b. PARMIGIANO GRATTUGIATO q.b. SALE E PEPE q.b. Scaldare in una padella il burro, insieme a poco olio evo, sciogliendolo delicatamente. Aggiungere il prosciutto a dadini, facendolo saltare per un minuto, e unire le foglie di salvia e il succo d'arancia insieme alla buccia grattugiata. Salare e pepare leggermente e cuocere tutto a fuoco basso, senza coprire, per circa 5 minuti. Aggiungere mezzo bicchierino di brandy o di rum e lasciarlo evaporare per circa tre minuti. Aggiungere la panna e scaldare tutto per altri tre minuti sempre a fuoco basso. Togliere dal fuoco. Lessare le fettuccine al dente in abbondante acqua salata e ripassare nella padella, a fuoco basso, così da mantecare con la salsa d'arancia. Unire una spolverata di parmigiano grattugiato. Consiglio di abbinare un buon vino bianco Pecorino DOC abruzzese, giovane, da servire freddo. Buona Degustazione!
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Gaetano Taverna 28/01/2024

La sorpresa
Quattro fratelli, due donne e due uomini, che si incontrano finalmente dopo tanto tempo per il pranzo della domenica organizzato dai genitori. Sanno che ad aspettarli ci sarà la favolosa Gricia con carciofi che la madre preparava spesso quando erano dei ragazzi. Non sanno però che ad aspettarli ci sarà anche una sorpresa inaspettata.  
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Gaetano Taverna 06/12/2023

Lasagne di Mare: spettacolo di gusto
Lasagne di Mare, un piatto che permetterà di assaporare le delizie che il mare ci offre rispettando il sapore e il gusto di ciascun ingrediente. Forse un po' complesso nella preparazione, ma il risultato finale premierà il lavoro fatto, ottenendo consensi che dureranno nel tempo. La ricetta prevede di realizzare in casa le sfoglie delle lasagne. Per accorciare i tempi, sono ottime anche le sfoglie già pronte che non richiedono di essere sbollentate. Buona Degustazione !!  
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Gaetano Taverna 14/11/2023

Gigi Proietti: il primo docu-libro sulla sua vita artistica
A tre anni dalla sua scomparsa, è uscito il primo docu-libro sulla vita artistica e non solo del grande Gigi Proietti. A scriverlo è Claudio Pallottini, attore e sceneggiatore nonché allievo e spalla del grande Gigi, che ha scritto per Proietti sketch, sceneggiature e commedie. Di Claudio ho già potuto apprezzare il suo libro Fair Play (Marsilio Editore, 2018), che ho segnalato qui. A fine ottobre ho partecipato alla prima presentazione del docu-libro presso la libreria Notebook all'Auditorium di Roma, con la partecipazione di colleghi, amici e familiari di Proietti. Una presentazione in parte commovente e in parte allegra, sotto certi aspetti, perché è davvero difficile rimanere tristi quando si parla del grande Gigi. A tre anni dalla sua scomparsa, è sempre più forte e evidente il vuoto che il grande attore e regista ha lasciato. Il libro di Pallottini, con i ricordi e le testimonianze riportate, permette di colmare in parte questo vuoto. Nel leggerlo si ha la netta sensazione di essere trasportati dietro le quinte degli spettacoli recitati da Proietti, ma anche di riuscire ad avvicinarsi in punta di piedi al suo lavoro, ai suoi pensieri, alla sua vita. Gigi Proietti - Insegnamenti e chiacchiere sul teatro, sull’attore e su altre amenità Cliccare qui per visualizzare la scheda del libro edito da Carocci Editore.
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Gaetano Taverna 05/11/2023

Tra Israele e Palestina, io scelgo la Pace
Dal 7 ottobre, con le stragi di civili procurate da Hamas, si è scatenato il perenne conflitto tra Israele e Palestina, un conflitto che contrappone di nuovo il mondo arabo a Israele e ai paesi occidentali. Qui presento una mia personale riflessione che parte dal principio che all'antagonismo tra Israele e Palestina, io sceglierò sempre la Pace. La scritta riportata sull'immagine è la traduzione in arabo e in ebraico della parola Pace.
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Gaetano Taverna 22/10/2023

Per onorare l'autunno: Risotto alla zucca e castagne
La zucca è un ortaggio presente in molte ricette della tradizione della cucina italiana. Protagonista di preparazioni sia salate che dolci, la zucca è uno dei prodotti che caratterizzano la stagione autunnale. Qui propongo un classico della cucina italiana, il Risotto alla Zucca, da me arricchito con l'aggiunta di castagne, guanciale, scamorza e gorgonzola. Un piatto unico che permetterà di apprezzare la dolcezza della zucca e la sapidità degli altri ingredienti. Buona Degustazione !! Ingredienti per 4 p. RISO CARNAROLI 350 g. ZUCCA GIALLA SENZA SCORZA 500 g. CASTAGNE n. 20 CIPOLLE n. 2 GUANCIALE 300 g. FOGLIE DI SALVIA n. 4 OLIO E.V.O. q.b. SCAMORZA FRESCA 100 g. GORGONZOLA DOLCE 80 g. BRODO VEGETALE q.b. VINO BIANCO q.b. SALE E PEPE NERO q.b. Tagliamo a tocchetti la zucca e la ammorbidiamo al microonde, a potenza massima, per 10 minuti. Nel frattempo prendiamo le castagne, incidiamo per lungo nel lato piatto e le mettiamo in un pentolino con acqua fredda. Facciamo lessare per 30 minuti. Tagliamo a piccoli pezzi il guanciale e lo tostiamo leggermente.In un tegame largo scaldiamo un poco di olio evo, uniamo la cipolla e la soffriggiamo leggermente. Facciamo sfumare un poco di vino bianco e uniamo il guanciale togliendolo dal suo grasso sciolto. Aggiungiamo i pezzi di zucca ammorbidita al microonde. Facciamo insaporire e aggiungiamo un poco di brodo vegetale. Amalgamiamo bene, incoperchiamo e facciamo cuocere per 10 minuti. Aggiungiamo le foglie di salvia sminuzzate, insaporiamo con sale e pepe e cuocere sempre con il coperchio finché la zucca non si sia quasi sfaldata. Togliere il coperchio e lasciare asciugare per qualche minuto, cuocendo a fuoco forte. Mettiamo da parte la zucca cotta. Nello stesso tegame, tostiamo il riso e sfumiamo un poco di vino bianco. Uniamo quindi la zucca cotta, le castagne spellate e sminuzzate e iniziamo a girare aggiungendo poco alla volta del brodo vegetale caldo. Quando il riso risulterà cotto al dente, togliere il tegame dal fuoco e mantecare con la scamorza e il gorgonzola tagliati a dadini. Per la scelta del vino da accompagnare, un mio amico esperto in vini, il compianto Stefano Buso, mi aveva suggerito di accompagnare i piatti a base di zucca, come ad esempio i fantastici Tortelli alla Zucca, con un giovane Lambrusco Mantovano DOC, vino profumato dal sapore asciutto che, grazie alle sue note frizzanti, lascia nel palato una sensazione di pulito, davvero una bella sensazione. Per questo vino, la temperatura di degustazione consigliata è di 12-16°C.
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Gaetano Taverna 15/09/2023

Una storia di dieci anni fa
Oggi sono esattamente 10 anni da un'esperienza che mi ha segnato per sempre. Di seguito il mio racconto. Chiarisco subito che si tratta di un episodio della mia vita che non ho mai raccontato a nessuno così in dettaglio. Perché lo sto raccontando proprio ora? Semplicemente perché non volevo più tenermelo per me.Sentitevi liberi di leggere e soprattutto di credere o meno a quello che descrivo verso la fine. Sappiate che per me è stato molto reale.
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Gaetano Taverna 19/08/2023

Ciambellone alle pesche con granella di pistacchio
È Estate, ho voglia di fare un dolce, magari un ciambellone sfizioso per la colazione o per il dopo cena, ma l'idea di accendere il forno non è che mi stia attirando così tanto. E poi non mi va di preparare il classico ciambellone che comunque, se fatto bene, ha sempre un suo perché. Ma la gola è gola, è così apro il frigo e poi la dispensa: beh... tutto sommato gli ingredienti base per il ciambellone li ho tutti e non devo uscire con questo caldo a comprarne qualcuno. Devo solo trovare qualcosa che mi permetta di realizzare un dolce diverso dal solito. E il qualcosa lo trovo, anzi li trovo... Ed è così che è nato il mio Ciambellone alle pesche con granella di pistacchio. Ingredienti per uno stampo da 26 o 28 cm di diametro UOVA n. 2 FARINA 00 280 g. ZUCCHERO SEMOLATO 150 g. BURRO 150 g. AMIDO DI MAIS 70 g. VANIGLIA IN POLVERE q.b. LIEVITO PER DOLCI 16 g. PESCHE GIALLE n. 3 PESCA NOCE n. 1 LIMONE NON TRATTATO n. 1 GRANELLA DI PISTACCHIO q.b. ZUCCHERO DI CANNA q.b.   Allora, iniziamo con lasciare a temperatura ambiente le uova e il burro. Le uova perché così il loro albume potrà essere montato a neve ferma in poco tempo (se sono freddi di frigo, gli albumi non si monteranno bene o addirittura non si monteranno affatto); il burro perché nei dolci, scioglierlo, magari usando il microonde, non è cosa buona: dovrà sempre essere utilizzato quando sarà molto morbido, così da poterlo unire con facilità e senza che si alteri il sapore. A seguire, ho utilizzato la mitica planetaria per montare a neve ferma gli albumi suddetti (il risultato dovrà essere una spuma gonfia, solida e voluminosa), e ho versato il tutto in una ciotola. Sempre con la planetaria, ho montato per bene i tuorli con lo zucchero semolato, poi ho unito il burro di cui sopra, un mezzo cucchiaino di vaniglia in polvere (non quella che si presenta di colore bianco, ma quella scura, ovvero quella estratta dalle bacche di vaniglia che sono, appunto, di colore scuro: la differenza di sapore è notevole e poi è più naturale). Ho unito anche la buccia grattugiata di un limone non trattato.  Ho amalgamato il tutto e a seguire, sempre utilizzando la planetaria, ho aggiunto la farina, l'amido di mais e il lievito per dolci setacciati. Infine ho unito gli albumi montati a neve incorporandoli bene con una spatola morbida. Ora passiamo alle pesche: ho lavato e sbucciato le tre pesche gialle e ho ridotto la polpa in pezzi non troppo piccoli. La pesca noce, invece, l'ho lavata e senza sbucciarla l'ho ridotta in fettine mettendola da parte. Ho quindi versato un terzo del composto nello stampo da ciambellone che ho in precedenza imburrato e infarinato per bene, e a seguire ho aggiunto sopra all'impasto i pezzi di pesca gialla.    Bene, non mi è restato altro che completare l'opera versando il resto del composto nello stampo livellandolo per bene e, sopra di esso, aggiungendo le fettine di pesca noce, appoggiate tutte per lo stesso verso, una accanto all'altra, formando una raggiera. Infine, ho aggiunto sopra una spolverata di zucchero di canna e una spolverata di granella di pistacchio (grana grossa), che si trova generalmente al supermercato (da buon siciliano ne tengo sempre una scorta a casa; in alternativa, potrebbe andare anche la granella di nocciole o di mandorle).   Preriscaldando il forno a 170 gradi, ho infornato il dolce e ho mantenuto la  cottura statica (quindi non ventilato) per 50 minuti, posizionando lo stampo su una griglia al centro del forno.  N.B.: verificare la cottura con uno stecchino e se necessario infornare di nuovo per altri 5-7 minuti. Ultimata la cottura, ho lasciato raffreddare il ciambellone nel suo stampo a temperatura ambiente prima di sformarlo. È tutto.  Dopo cena, provate a gustare il dolce insieme a un bicchierino di Passito di Pantelleria servito ben freddo, e poi mi direte... Buona Degustazione !
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Gaetano Taverna 13/07/2023

Visto che non hai niente da fare
Sono passati sei mesi da quando ho iniziato la nuova vita da pensionato. Sei mesi dove non poche volte mi sono sentito dire da famigliari e amici “Visto che non c’hai niente da fare...”, oppure “Visto che non hai impegni...”, o anche “Pensaci tu che sei libero!” (ogni tanto queste frasi me le segno sul calendario). Evidentemente, aver finito di lavorare dopo 43 anni (nel caso mio scegliendo di non continuare a lavorare per aver raggiunto i requisiti pensionistici), automaticamente ti pone nella posizione di dover fare qualcosa a tutti i costi. Perché è cosa risaputa che quando uno lavora, sia esente dal fare questo qualcosa... Sarà, ma allora perché questo qualcosa (che poi non si tratta di un’unica cosa, ma di svariate cose), guarda caso già le facevo anche quando lavoravo?? Va beh, andiamo oltre. Devo dire che non avere più l’impegno quotidiano del lavoro, le sue scadenze, le sue riunioni, le sue call, le sue discussioni con capi e colleghi, le sue ansie, le sue stanchezze, e via dicendo, mi ha fatto sentire davvero più libero. Il minor introito economico ritengo che sia stato largamente compensato da quella sensazione di libertà che almeno per me è e sarà impagabile. Il pensiero di lavorare, magari con minor impegno (cosa che potrei fare considerando le mie competenze), non mi attira e non credo che mi farò attrarre, anche perché in questi sei mesi si sono ripresentati dei problemucci di salute che non mi permetterebbero comunque di affrontare impegni o stress psico-fisici. Per i medesimi problemi fisici, ho al momento scansato l’idea di mettermi a disposizione in un’attività di volontariato. Per ora non sono in grado di assumere degli impegni che potrei non onorarli mio malgrado. E questa è la cosa che più mi pesa. Ma a parte dedicarmi a fare il qualcosa di cui sopra (per lo più impegni di famiglia), in questi sei mesi ho scritto un nuovo romanzo, ho aiutato mia figlia a sistemarsi in un appartamento in affitto, ho organizzato delle cene e soprattutto una mega festa con i colleghi e amici del lavoro per salutarli, ho organizzato e fatto dei viaggi, ho seguito praticamente H24 la crescita e l’educazione del nostro Labrador Chocolate, Paco (ora ha 9 mesi, pesa 33 kg ed è un cane tanto affettuoso quanto molto impegnativo). Al momento mi sto dedicando a rivedere, correggere e completare un mio vecchio romanzo di fantascienza che iniziai a scrivere diversi anni fa (tanto per provare con un genere diverso). Sto provando a vendere la mia moto per poter prenderne un’altra meno impegnativa per la mia schiena. Malgrado sia circondato da diversi cantieri edili, dichiaro che non mi sono mai fermato a guardarli, anche se, tanto per ridere, spesso sono stato tentato di presentarmi in stile umarell con la coppola in testa e le mani dietro la schiena. Ammetto che non dovermi vestire decentemente per andare in ufficio, spesso mi porta a stare per casa in stile Drugo o Dude (v. Il grande Lebowski). Non so da quando non indosso una camicia classic, per non parlare di una cravatta: e per come sono fatto io non ne sento la mancanza. Ammetto altresì di aver passato diverso tempo a seguire delle serie tv, cosa che non mi ha impedito di leggere diversi libri. Che dire: se avete idea di andare in pensione, fatelo, purché non abbiate nostalgia del periodo lavorativo, altrimenti non potrete apprezzare la libertà raggiunta. Ammetto però di avere una particolare nostalgia del periodo lavorativo: è quella verso i tanti amici e colleghi che ho conosciuto e frequentato nel mio posto di lavoro. Ecco, questa sì che è un sentimento che provo spesso. Ma non può essere diversamente, sia per le persone che ho incontrato sia per come sono fatto io.
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