Il magnate americano

Un racconto inedito con i protagonisti della serie di romanzi "Una spia tra i fornelli"

Gaetano Taverna 11/03/2026 0

Tony Brooks, facoltoso magnate americano apparso dal nulla, conquista potere e consenso finanziando la rinascita dei più grandi tesori dell’arte italiana. Ma dietro la sua generosità si nasconde qualcosa che non convince.
Per scoprirlo, i servizi di intelligence europei coinvolgono Davide Sali, chef di talento e agente esterno. La sua missione: partecipare a un prestigioso talent show culinario per infiltrarsi nel mondo del magnate. Con lui, l’amico e aiuto chef, il tuareg Jamal Hawad.
Tra telecamere, competizione e indagini sotto copertura, Davide e Jamal dovranno avvicinarsi e scoprire chi sia l’uomo che vuole controllare il futuro dell’arte e del patrimonio culturale italiano.
Una missione che appare semplice.
Non lo sarà affatto.

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Gaetano Taverna 28/01/2024

La sorpresa
Quattro fratelli, due donne e due uomini, che si incontrano finalmente dopo tanto tempo per il pranzo della domenica organizzato dai genitori. Sanno che ad aspettarli ci sarà la favolosa Gricia con carciofi che la madre preparava spesso quando erano dei ragazzi. Non sanno però che ad aspettarli ci sarà anche una sorpresa inaspettata.  
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Gaetano Taverna 28/05/2026

Scrivere, nonostante tutto: il viaggio continua
Nell'editoria moderna, spesso i libri sembrano delle meteore: arrivano, illuminano il momento e poi svaniscono. Malgrado ciò, in genere gli autori si danno da fare per riuscire nel tempo a mantenere viva l'attenzione sul proprio libro, spesso anche senza avere la garanzia del risultato. Certo, c'è il lavoro di supporto che possono fare le case editrici, ma non sempre questo è assicurato; anzi, spesso l'autore deve farsi carico dell'intera attività di promozione e di organizzazione degli eventi, con un dispendio di energie e di risorse, anche economiche, non indifferenti. Il tutto a fronte di ritorni limitati agli apprezzamenti e alle recensioni positive, vanificando le aspettative di guadagno o quanto meno il rientro delle spese sostenute. C'è anche da considerare che, in alcuni casi, il bacino di lettori aficionados a cui l'autore si rivolge, alla fine non dico che sia sempre lo stesso, ma poco ci manca. A meno che tu non sia un autore da almeno 5000 copie l'anno, allora la cosa cambia. Per quanto mi riguarda, non ho pretese particolari, mi piace scrivere e mi piace condividere quello che scrivo. Poi, se i lettori che mi leggono sono 100 o 1000 o 5000, sinceramente non è che non ci dorma di notte. Tuttavia, il mio romanzo, Nessuna cucina per lo chef, che è uscito proprio due anni fa, mi ha dato molte soddisfazioni come recensioni, feedback ricevuti, apprezzamenti vari. E, per ultimo, l'ottimo risultato ottenuto al Premio Letterario Nazionale "EquiLibri", di cui presto condividerò le motivazioni lusinghiere della giuria. Detto questo, il treno della mia scrittura è ripartito. La mia improvvisa invalidità non lo ha fermato. La prossima stazione è dedicata a un romanzo a cui sono particolarmente affezionato, ambientato in Abruzzo, in una località dove il vento è protagonista indiscusso. Ma c'è anche un'altra stazione a cui il treno potrà fermarsi, una stazione più cupa... Ma ne riparleremo.
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Gaetano Taverna 15/10/2026

Parto o non parto: questo è il dilemma
In questi giorni sono indeciso se iniziare un nuovo progetto letterario oppure attendere ancora. Ho già tutto il materiale che mi servirà: trama schematica, sinossi, personaggi, location, movente, i cattivi (nessun maggiordomo colpevole 😉), documentazione e riferimenti storici. Ho anche gli appunti su come dovrà iniziare il romanzo. Insomma, devo solo decidermi quando avviare il cantiere. Il fatto è che non trovo ancora la concentrazione per partire. Troppe distrazioni. La salute innanzi tutto (d'altronde... quando c'è la salute c'è tutto... ): a breve mi dovrò sottoporre all'ennesimo intervento al polso, anch'esso protesizzato; per non parlare degli esiti del maledetto intervento all'anca dell'anno scorso che ancora si fanno sentire. E poi purtroppo (come accade a tanti) ci sono problemi di varia entità che giornalmente bussano alla porta. Insomma, non mancano mai le questioni che si sovrappongono e che richiedono sempre la mia attenzione o il mio intervento. Non nascondo che gli esiti per i romanzi già completi e in valutazione potrebbero in qualche modo condizionarmi se e quando partire. Forse la verità è che non esisterà mai il momento perfetto, privo di complicazioni, di impegni o di distrazioni. Il vero dilemma non è se partire o meno, ma accettare che ogni inizio richiede una piccola dose di egoismo e un pizzico di distacco dal mondo. Tuttavia, ormai so come andrà: inizierò a scrivere e mi isolerò più di quanto non lo sia già. E i mugugni della famiglia, di Paco 🦮, degli amici, dei parenti e di tutto il cucuzzaro, non tarderanno ad arrivare.
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