In ricordo di un amico: Stefano Buso

Il ricordo di un amico che ha condiviso le mie passioni per la cucina e la scrittura

Gaetano Taverna 04/10/2020 0

La scomparsa di un amico provoca sempre un forte dolore, soprattutto se con lui abbiamo condiviso delle comuni passioni, un progetto, un cammino, o più semplicemente dei momenti di spensierate chiacchierate, magari a distanza.
Nell’aprile del 2010 pubblico su Cucinet.com un articolo sui Bàcari veneziani e con l’occasione entro in contatto con un esperto enogastronomo e wineblogger veneziano, Stefano Buso.
Da quel momento, in maniera spontanea nasce un’amicizia basata sulla comune passione per la cucina, il buon vino e la scrittura.

Iniziamo quindi a collaborare nella scrittura di articoli per Cucinet.com (come le pagine pubblicate nella rubrica Winemozione). Sempre nel 2010 Stefano mi pregia della prefazione del mio secondo romanzo (Storia di cucina, amore e follia).
A seguire ci lanciamo in un progetto di scrittura a quattro mani di un romanzo storico ambientato nel Medioevo, sfruttando la sua competenza sulla cultura e sugli usi e costumi medievali. Un progetto che purtroppo non riusciamo mai a concludere. Tramite Stefano conosco dei nuovi amici, come il Prof. Leonardo Vecchiotti.

Il tempo passa e i contatti si diradano. Qualche messaggio o telefonata, sempre con la promessa di rivederci magari a Firenze o a Bologna, gustando un buon piatto e brindando con un buon rosso. Poi, quando meno te lo aspetti, la telefonata che non avresti mai voluto ricevere.
Il pensiero ora va alla sua famiglia, a sua moglie, ai suoi figli, a cui rivolgo il mio cordoglio e la mia vicinanza.
Ciao Stefano, un abbraccio affettuoso e grazie per la tua sincera amicizia.

Stefano Buso, giornalista, conoscitore di usi e costumi medievali, wineblogger, enogastronomo, si è occupato per diversi anni di arte culinaria, studi e storia sul gusto. È stato autore di pubblicazioni tematiche a sfondo storico-gastronomico. Membro e Ambasciatore dell'AIGS (Accademia Italiana Gastronomia Storica) e socio ASA (Associazione Stampa Agroalimentare Italiana). Nel 2008 ha ottenuto la Nomination al premio Luigi Veronelli.

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Gaetano Taverna 23/12/2020

Buon Natale

“A tutti gli illusi, a quelli che parlano al vento.
Ai pazzi per amore, ai visionari, a coloro che darebbero la vita per realizzare un sogno.
Ai reietti, ai respinti, agli esclusi.
Ai folli veri o presunti.
Agli uomini di cuore, a coloro che si ostinano a credere nel sentimento puro.
A tutti quelli che ancora si commuovono.
Un omaggio ai grandi slanci, alle idee e ai sogni.
A chi non si arrende mai, a chi viene deriso e giudicato.
Ai poeti del quotidiano.
Ai “vincibili” dunque, e anche agli sconfitti che sono pronti a risorgere e a combattere di nuovo.
Agli eroi dimenticati e ai vagabondi.
A chi dopo aver combattuto e perso per i propri ideali, ancora si sente invincibile.
A chi non ha paura di dire quello che pensa.
A chi ha fatto il giro del mondo e a chi un giorno lo farà.
A chi non vuol distinguere tra realtà e finzione.
A tutti i cavalieri erranti." (dal Don Chisciotte di Corrado D’Elia)

Mai come quest'anno ci meritiamo di vivere davvero un BUON NATALE .
Auguri !!
by Gae

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Gaetano Taverna 13/03/2021

Andrà tutto bene?

Un anno fa ha iniziato a girare uno slogan che ha coinvolto tutti o quasi: Andrà tutto bene. Uno slogan che è entrato in tutte le case, nelle scuole, sui social, e in molti balconi sono apparsi lenzuola e cartelli con lo slogan: in qualche modo sentivamo che la situazione sarebbe migliorata presto.

Ora però la situazione in Italia, per quanto sia molto più sotto controllo rispetto all'anno scorso, è ancora critica e se guardiamo i numeri c'è da avvilirsi (dati governativi al 12 marzo 2021):
Numero di casi: 3,18 Mln;
Numero di guariti: 2,56 Mln;
Numero di decessi: 102 mila.
Numeri spietati, freddi, dietro ai quali, come ho avuto occasione di esprimere, ci sono sofferenze, pianti, rimpianti, dolore, depressione, rabbia, sogni e progetti infranti.

Ci sono però altri numeri, quelli che dovrebbero darci speranza: ad oggi, il totale delle dosi di vaccini somministrati in Italia è di 6.430.266. Il totale, invece, delle persone vaccinate con entrambe le dosi è invece di 1.922.072. Probabilmente la differenza è dovuta alla singola somministrazione rispetto a quella doppia (dati disponibili sul sito del governo).
Con questi numeri, possiamo ancora dire Andrà tutto bene, soprattutto in previsione di nuove zone rosse o lockdown mirati? Non lo so. Sento di conoscenti che purtroppo non ce l’hanno fatta. Sento di aumenti dei ricoveri negli ospedali, nelle terapie intensive.

Da genitore sono preoccupato per gli impatti di tale situazione nelle opportunità di lavoro dei figli.
Da ex educatore scout sono preoccupato degli impatti sulla crescita dei bambini/ragazzi, privati della socialità data soprattutto dalla scuola, ma anche da altre situazioni di aggregazione.
Da comune cittadino, sono preoccupato per un futuro che al momento appare incerto.
Tra l’altro, tutto quel buonismo, quella solidarietà che si vedeva l’anno scorso, sta venendo meno. C'è una diffusa chiusura che coinvolge sempre più persone, una forma di lockdown interiore che le isola sempre più e le porta a vivere rassegnate e passive.

Ma andiamo avanti, perché “La miglior cosa del futuro è che arriva un giorno alla volta.” (Abraham Lincoln).
E allora, a mio avviso, non possiamo più dire: Andrà tutto bene, ma Dovrà andare bene, se non proprio tutto, almeno quel tanto per tornare a essere di nuovo fiduciosi e grintosi.
Alla via così!

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Gaetano Taverna 14/06/2021

Anni che passano

E sono 63 !! Ogni anno ringrazio il Signore perché lascio alle spalle un altro anno per affrontarne un altro ancora.

Da sempre provo a non prendere sul serio quello che mi capita, e spesso non prendo sul serio neanche me stesso. Non è superficialità, anzi, direi che è un’autodifesa, ma forse più semplicemente è un modo per sentirsi vivo.

Diceva Abraham Lincoln che “Non sono gli anni che contano nella vita, è la vita che metti in quegli anni”. Io aggiungerei che contano anche le persone che incontri, che hanno riempito e che stanno riempiendo il tuo universo. Persone che hai conosciuto camminando insieme e che ti stanno a fianco in questo momento.

Incontri che non si dimenticano, incontri che magari vorresti dimenticare: non importa, quello che importa è riuscire a fare sempre degli incontri nuovi, anche con le persone che avevi perso di vista, perché no!

In un'intervista su Il Fatto Quotidiano del 23 marzo 2015, Franco Battiato condivideva questi pensieri molto belli: “L’unica cosa per cui si può avvertire nostalgia sono i paradisi perduti. Gli angeli nascosti. Ciò che di meraviglioso, magari fugacemente, abbiamo incontrato. Se c’è una cosa bella dell’età che avanza, è in questo miracolo: saper riconoscere la bellezza. Quando mi passa davanti, adesso, la colgo.

Sulla mia strada ho incontrato spesso tanti angeli nascosti, a volte me ne rendevo conto al momento, ma spesso me ne sono reso conto dopo molto tempo, lasciandomi un pizzico di nostalgia per non essere stato capace di cogliere la bellezza di quell'incontro.

Ora però un po’ di pubblicità: se non avete ancora letto il mio romanzo “Il volo dell’odio”, beh... che aspettate?? Occhio, perché dalle recensioni che ricevo pare che se lo leggete di sera rischiate di passare la notte in bianco...

Ad Maiora Semper !

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