Contributi sulla Pace

Preghiere e Riflessioni sulla Pace

Gaetano Taverna 27/03/2022 0

Guerra, Pace. Due parole che da sempre riempiono le pagine della storia in maniera altalenante e imprevedibile.
Si dice che l'uomo è sempre in evoluzione, sempre rivolto verso il futuro. Eppure la guerra in Ucraina in pochi giorni ci ha portato indietro nel tempo, un'involuzione umana, ma anche economica, che sta provocando un'incertezza inquietante verso il futuro.

Che fare, allora? La risposta a questa domanda credo che la stiano dando le molteplici manifestazioni concrete di solidarietà, di aiuto, di accoglienza, di sostegno anche economico.
Viene da pensare che se l'umanità, gli Stati in particolare, offrissero con la medesima intensità e risorse, accoglienza e solidarietà verso tutti i profughi, i rifugiati di tutte le guerre, di tutte le oppressioni, vivremmo in un mondo migliore.
Come viene da pensare, purtroppo, che una risposta di molti governi è stata quella di aumentare la spesa delle armi, un armamento ulteriore in antitesi con i principi di nonviolenza e pace con cui siamo cresciuti e a cui non dobbiamo allontanarci, a prescindere dal credo religioso o politico.

Da sempre personaggi più o meno famosi ci hanno offerto contributi significativi sulla Pace, sulla solidarietà, sulla fraternità, che rimangono sempre attuali. Ne ho raccolti 40, come i giorni di questa Quaresima sconvolta dalla guerra in Ucraina. Preghiere e riflessioni corredate da immagini significative raccolte nel web. Parole e immagini dedicate alle popolazioni colpite da tutte le guerre, da tutte le oppressioni, e in particolare dedicate alla popolazione dell'Ucraina.

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Gaetano Taverna 04/10/2020

La libertà di Cyrano de Bergerac

«Cantare, ridere, sognare, essere indipendente, libero, guardare in faccia la gente e parlare come mi pare, mettermi, se ne ho voglia, il cappello di traverso, battermi per un sì per un no o fare un verso. Lavorare senza curarsi della gloria e della fortuna alla cronaca di un viaggio cui si pensa da tempo, magari nella luna! Non scrivere mai nulla che non sia nato davvero dentro di te! Appagarsi soltanto dei frutti, dei fiori e delle foglie che si sono colte nel proprio giardino con le proprie stesse mani! Poi, se per caso ti arriva anche il successo, non dovere nulla a Cesare, prendere tutto il merito per te solo e, disprezzando l'edera, salire, anche senza essere né una quercia né un tiglio, salire, magari poco, ma salire da solo!»

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Gaetano Taverna 03/10/2020

In pochi a nuoto arrivammo qui sulle vostre spiagge

[Virgilio, Eneide, Libro I 538-543]: «Huc pauci vestris adnavimus oris. Quod genus hoc hominum? Quaeve hunc tam barbara morem permittit patria? Hospitio prohibemur harenae; bella cient primaque vetant consistere terra.
Si genus humanum et mortalia temnitis arma, at sperate deos memores fandi atque nefandi.»

 «In pochi a nuoto arrivammo qui sulle vostre spiagge. Ma che razza di uomini è questa? Quale patria permette un costume così barbaro, che ci nega perfino l’ospitalità della sabbia; che ci dichiara guerra e ci vieta di posarci sulla vicina terra.
Se non nel genere umano e nella fraternità tra le braccia mortali, credete almeno negli dèi, memori del giusto e dell’ingiusto.»

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