I miei ultimi articoli

Gaetano Taverna 14/01/2026

Due mesi dal mio ritorno a casa
Sono passati due mesi dal ritorno a casa dai ricoveri ospedalieri, e quasi quattro mesi dall'intervento chirurgico che mi ha lasciato una gamba semiparalizzata. In questo periodo, non ho mai smesso di lavorare per recuperare l'uso della gamba, ma non è stato facile, e non lo è ancora, anche perché i tempi di recupero dicono che saranno molto lenti e graduali. Qui, come ho fatto in precedenza, condivido una mia riflessione spontanea, grezza per certi versi, ma sincera. Probabilmente rappresenta il mio modo per sfogarmi con uno strumento che è parte di me da tempo: la scrittura.Ringrazio chi vorrà dedicare del tempo a leggermi.
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Gaetano Taverna 30/12/2025

Il mio discorso di fine 2025
Come ogni anno, eccomi con il mio discorso di fine anno. Personaggi molto più autorevoli di me, ma anche meno autorevoli, si alternano per presentare le loro analisi, i loro bilanci, i loro commenti sul 2025 e gli auspici per il nuovo anno. Da parte mia, provo, nel mio piccolo, a offrire un mio contributo, giusto per condividere delle riflessioni con chi vorrà leggermi. Buon Anno !!
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Gaetano Taverna 01/12/2025

Natale a Villa Luna
«Qui c’è troppa calma. Ma vedrete, non durerà per sempre», così ripeteva spesso Marta agli altri ospiti di Villa Luna.La Casa di Riposo infatti aveva un principio che veniva imposto dagli operatori, ma soprattutto da Adriana, la Direttrice che da più di vent’anni dirigeva Villa Luna. Tranquillità è salute!«Non c’è niente di meglio per la salute di una persona anziana che vivere nell’assoluta tranquillità, senza affanni, senza pensieri o particolari emozioni.»Nessuno però, tanto meno Adriana, avrebbe mai immaginato che l’arrivo di Luciano a Villa Luna avrebbe sconvolto la vita e la tranquillità di tutti.
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Gaetano Taverna 19/11/2025

La mia nuova condizione di disabile
Da tempo mi sono convinto che gli imprevisti sono la tassa che la vita ci fa pagare per non annoiarci. Non posso attribuirmi la paternità di questa frase, che probabilmente avrò letto o sentito da qualche parte, ma posso dichiarare con certezza che ha trovato conferma negli esiti nefasti di un intervento chirurgico a cui mi sono dovuto sottoporre a fine settembre. Di seguito il racconto completo.
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Gaetano Taverna 16/05/2025

Tagliatelle mare e terra
Sempre alla ricerca della qualità e del gusto originale, ho voluto sperimentare un piatto che unisce l’eccellenza della pasta del pastificio Latini al sapore del mare, arricchito da uno degli ortaggi che amo di più: gli asparagi. In particolare, ho utilizzato le tagliatelle all'uovo, con sfoglia trafilata al bronzo ed essicazione naturale, condite con dei moscardini, che ho leggermente lessato e poi insaporiti in tegame, unendo poi le cozze e i gamberetti scottati. Infine, nella composizione del piatto, ho aggiunto le punte di asparagi, leggermente lessate.Con cotture separate, sono riuscito a mantenere i sapori originali dei singoli alimenti, così da poterli gustare nel piatto finale. Il risultato ottenuto è stato molto apprezzato. Qualcuno si domanderà: le tagliatelle all'uovo con il pesce??Perchè no. Provateci, e poi mi saprete dire! Ingredienti per 4 p. TAGLIATELLE PASTA LATINI 400 g. MOSCARDINI 600 g. COZZE 1 kg. GAMBERETTI ROSA 500 g. ASPARAGI 500 g. OLIO E.V.O. q.b. SPICCHI DI AGLIO n. 2 FILETTI DI ALICI SOTT'OLIO n. 2 VINO BIANCO q.b. PREZZEMOLO q.b. SALE E PEPE q.b. LIMONE NON TRATTATO n. 1 Pulire le cozze e metterle in un tegame largo senza aggiungere altro. Coprire con un coperchio e, a fuoco medio, lasciarle aprire. Una volta aperte, togliere il tegame dal fuoco. Utilizzando una schiumarola, trasferire le cozze in una ciotola. Filtrare il liquido di cottura e conservarlo da parte. Nello stesso tegame, versare dell'acqua e portarla a bollore. Aggiungere i moscardini interi, scottando prima i tentacoli per farli arricciare, poi immergendoli completamente. Lessarli per alcuni minuti, a seconda della loro grandezza, fino a raggiungere la giusta morbidezza. Scolarli, lasciarli raffreddare leggermente e tagliarli in piccoli pezzi. Sempre nello stesso tegame, eliminare l'acqua utilizzata per lessare i moscadini, asciugare il fondo, aggiungere un poco di olio evo, due spicchi di aglio e due filetti di alici sott'olio. Far soffriggere leggermente e unire i pezzi di moscardini. Far cuocere a fuoco forte, sfumando con un poco di vino bianco secco, aggiungere una manciatina di prezzemolo tritato, versare un poco di liquido delle cozze, pepare, e lasciare cuocere senza coperchio per venti minuti. Nel frattempo, sciacquare gli asparagi, tagliarli ricavando le punte o, come ho fatto io, ricavando la parte più tenera, non solo le punte. Scottarli per qualche minuto in acqua bollente e poi scolarli immergendoli per qualche secondo in acqua e ghiaccio, così da preservare il colore brillante e la consistenza croccante (questo processo è chiamato blanching). Scolarli e asciugarli sopra un canovaccio. Quando i moscardini saranno cotti, aggiustare eventualmente di sale, aggiungere le cozze, i gamberetti lessati nel liquido delle cozze, e poi sgusciati, lasciando poi riposare il tutto. Lessare le tagliatelle in abbondante acqua salata, rispettando i tempi di cottura indicati sulla confezione. Versare la pasta nel tegame con il pesce e far insaporire per un minuto, a fuoco medio. Impiattare e su ciascun piatto aggiungere le punte di asparagi, un filo di olio e una leggera grattugiata di scorza di limone.  Ho accompagnato questo fantastico piatto con del Pinot Grigio del 2024, fresco, ma non freddo, perché non amo i vini bianchi troppo freddi. Buona Degustazione!
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Gaetano Taverna 10/05/2025

In pochi a nuoto arrivammo qui sulle vostre spiagge
[Virgilio, Eneide, Libro I 538-543]: «Huc pauci vestris adnavimus oris. Quod genus hoc hominum? Quaeve hunc tam barbara morem permittit patria? Hospitio prohibemur harenae; bella cient primaque vetant consistere terra.Si genus humanum et mortalia temnitis arma, at sperate deos memores fandi atque nefandi.»«In pochi a nuoto arrivammo qui sulle vostre spiagge. Ma che razza di uomini è questa? Quale patria permette un costume così barbaro, che ci nega perfino l’ospitalità della sabbia; che ci dichiara guerra e ci vieta di posarci sulla vicina terra.Se non nel genere umano e nella fraternità tra le braccia mortali, credete almeno negli dèi, memori del giusto e dell’ingiusto.»
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Gaetano Taverna 08/05/2025

Il mio modo di onorare una pasta d'autore
Il grano Cappelli, noto anche come Senatore Cappelli, è considerato il padre del grano duro. Predilige terreni poveri e argillosi ed è particolarmente adatto alle condizioni del meridione. La sua origine risale ai primi anni del '900. In quel periodo, infatti, l’agronomo e genetista Nazareno Strampelli selezionò una varietà rustica di grano, molto resistente e adattabile ai suoli difficili, decidendo di darle il nome Cappelli in onore del senatore Raffaele Cappelli, che aveva avviato la modernizzazione dell'agricoltura in Italia. Stiamo parlando di un grano che detiene eccellenti qualità nutrizionali e un alto valore proteico, tanto che in Puglia lo hanno reso noto con l'appellativo di carne dei poveri. Un'altra caratteristica è che i chicchi del Senatore Cappelli sono particolarmente duri e consentono di realizzare una pasta che tiene particolarmente bene la cottura rimanendo al dente. Perché tutto ciò? Semplice, perchè l'incontro con l'imprenditrice e food blogger Carla Latini (leggi qui), mi ha permesso di conoscere la pasta che produce insieme al marito Carlo, nel loro pastificio di Osimo. In particolare, la pasta prodotta, per l'appunto, con il grano Cappelli. E allora, quale modo migliore per provare questa pasta d'autore con una ricetta originale? Ed ecco, quindi, che ho voluto onorarla con una ricetta semplice e gustosa allo stesso tempo: Casarecce con speck, gorgonzola, zucchine e pecorino romano. Il risultato è stato davvero ottimo, non solo per la tenuta della cottura della pasta, ma anche per la sua capacità di amalgamarsi con gli ingredienti, offrendo un'esperienza di gusto che si fa apprezzare. Ok, basta con le chiacchiere, mettiamoci all'opera! Ingredienti per 4 p. CASARECCE PASTA LATINI 400 g. SPECK 100 g. GORGONZOLA DOLCE AL CUCCHIAIO 100 g. ZUCCHINE ROMANESCHE 300 g. PECORINO ROMANO D.O.P. 100 g. OLIO E.V.O. q.b. SALE q.b. PEPE NERO q.b. Scaldare in un tegame un poco di olio evo e aggiungere le zucchine tagliate a rondelle non troppo fine. Salarle così da far rilasciare la propria acqua, permettendo di evitare che si scuriscano. Cuocere a fuoco medio per una decina di minuti, pepare leggermente, e togliere dal fuoco quando risulteranno al dente, versandole in una ciotola. Lessare la pasta in abbondante acqua salata, rispettando i tempi di cottura indicati sulla confezione. Nel frattempo, nello stesso tegame, sciogliere a fuoco lento il gorgonzola aggiungendo due cucchiai di acqua di cottura della pasta. Versare nel tegame le casarecce lessate e mantecarle per un minuto, a fuoco medio, con il gorgonzola, così da insaporirisi. Aggiungere lo speck tagliato a piccoli dadini e le zucchine, saltando il tutto per pochi secondi. Infine, spolverare il tutto con il pecorino romano e servire subito. Ho accompagnato questo fantastico piatto con del Cesanese del Lazio, un vino rosso secco, tannico, con buona struttura e persistenza. È un vino che amo particolarmente e che si è rivelato un abbinamento eccellente. Buona Degustazione!
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Gaetano Taverna 29/04/2025

Il retrocucina di Carla Latini
Mi è sempre piaciuto fare nuove conoscenze e il mondo dei social, dei blog, ti permette spesso di poter incontrare persone con interessi simili. E quando scopri che hanno dei talenti straordinari, allora ti rendi conto di quanto sia stimolante riuscire a interagire condividendo le passioni comuni, come, per il mio caso, la cucina, la lettura e la scrittura. Era già accaduto anni fa, quando ho conosciuto una persona davvero speciale, Anna Maria Pellegrino, foodblogger e cuoca eccellente, che ha contribuito con le sue ricette ad impreziosire il mio romanzo Nessuna cucina per lo chef. Posso dire che con Anna Maria è nata poi una bella amicizia a cui tengo molto. Ed è stato per merito suo, che di recente, ho avuto la possibilità di conoscere un'altra persona davvero speciale, Carla Latini. Perché speciale? Direi soprattutto per l'energia che trasmette, alimentata da interessi e passioni che spaziano dall'essere un'imprenditrice nel settore della pasta artigianale, valorizzando il territorio della città marchigiana di Osimo, fino alla sua straordinaria capacità di coinvolgere personaggi di ogni ambito. Soprattutto il mondo enogastronomico e quello culturale, arricchendo così il suo blog, Il Retrocucina di Carla Latini, e la sua rubrica in onda ogni giorno su Radio Serena, una web radio tutta da scroprire. Carla, dietro suggerimento di Anna Maria, ha letto il mio romanzo Nessuna cucina per lo chef e ne è rimasta entusiasta a tal punto da contattarmi immediatamente, proponendomi di intervenire, insieme alla stessa Anna Maria Pellegrino, in due puntate della sua rubrica radiofonica. Ho accettato con piacere il suo invito, e le due puntate – di cui riporto in calce i link per ascoltare i podcast – si sono rivelate un’esperienza piacevole e naturale, come se fossero delle chiacchierate spontanee davanti a un tavolino di un bar, o meglio ancora, di un caffè letterario. Si è trattato però solo dell'inizio di una collaborazione: altre puntate sono in programma su vari argomenti, e vi assicuro che sarà un piacere ascoltarle.Come sarà un piacere per me, cucinare e assaggiare la pasta prodotta dal pastificio di Carla e di suo marito Carlo, di cui mi riservo di pubblicare sul mio sito le ricette che utilizzerò.
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Gaetano Taverna 23/03/2025

Guerra... Pace
Papa Francesco, ha scritto durante il suo ricovero in ospedale, che “Dobbiamo disarmare le parole, per disarmare le menti e disarmare la Terra.”Partendo da questa bellissima frase, vorrei condividere qui una mia riflessione sulla portata che hanno oggi le parole guerra e pace, alla luce di quanto stiamo vivendo. Vi ringrazio per l'attenzione che dedicherete a questa mia riflessione.
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