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19 articoli nella categoria IN PRIMO PIANO

Gaetano Taverna 01/05/2021 0

Primo Maggio: una festa per il riscatto

Gli slogan che sanno tanto di retorica non mi sono mai piaciuti e allora per questo 1 maggio ho voluto rappresentare in quattro immagini la situazione attuale del lavoro (o del non lavoro) in Italia.

Il lavoro usurante, massacrante, di chi è in prima linea a combattere il Covid nelle corsie degli ospedali.
Il lavoro perso, le spese da pagare, i sogni infranti, l'incertezza del futuro di chi ha un'attività, come la ristorazione, colpita duramente dalle chiusure per il Covid.

Le fabbriche che chiudono per piani aziendali il cui obiettivo è esclusivamente il profitto a discapito della dignità umana.

La ricerca affannata del primo impiego per i giovani, sempre più costretti ad accettare impieghi che nulla hanno a che vedere con gli studi fatti (es. rider); oppure che si illudono di poter avere uno straccio di contratto dopo mesi di stage senza retribuzione perchè "fa comunque curriculum".

Sarebbero tante le persone in crisi (come chi lavora nello spettacolo, teatri su tutti, nel turismo, nell'arte, ecc.).

Per tutti loro, il 1 maggio non può essere una festa, ma almeno rappresenti la possibilità di un riscatto che permetterà di vivere con dignità.

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Gaetano Taverna 02/04/2021 0

Buona Pasqua

La parola Pasqua deriva dall'ebraico Pesach, che significa passare oltre, tralasciare. Un passare oltre che permette di rinnovare lo spirito, le emozioni, la fede.

Questo periodo mette a dura prova non solo la nostra salute, ma anche le nostre certezze, i nostri progetti, i nostri sogni.

Non è facile, non lo sarà. Prenderà del tempo e quando torneremo alla normalità, non sarà più lo stesso di prima, saremo diversi, forse migliori oppure no, non lo so.
Abbiamo bisogno di lasciarci alle spalle questo tempo, di riprendere il nostro viaggio con maggior slancio verso un nuovo rinascimento, verso una Pasqua che permetterà di passare oltre il momento che stiamo vivendo, permettendoci di vivere con una diversa vitalità, più creativa, ma soprattutto più solidale.

Buona Pasqua

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Gaetano Taverna 13/03/2021 0

AndrĂ  tutto bene?

Un anno fa ha iniziato a girare uno slogan che ha coinvolto tutti o quasi: Andrà tutto bene. Uno slogan che è entrato in tutte le case, nelle scuole, sui social, e in molti balconi sono apparsi lenzuola e cartelli con lo slogan: in qualche modo sentivamo che la situazione sarebbe migliorata presto.

Ora però la situazione in Italia, per quanto sia molto più sotto controllo rispetto all'anno scorso, è ancora critica e se guardiamo i numeri c'è da avvilirsi (dati governativi al 12 marzo 2021):
Numero di casi: 3,18 Mln;
Numero di guariti: 2,56 Mln;
Numero di decessi: 102 mila.
Numeri spietati, freddi, dietro ai quali, come ho avuto occasione di esprimere, ci sono sofferenze, pianti, rimpianti, dolore, depressione, rabbia, sogni e progetti infranti.

Ci sono però altri numeri, quelli che dovrebbero darci speranza: ad oggi, il totale delle dosi di vaccini somministrati in Italia è di 6.430.266. Il totale, invece, delle persone vaccinate con entrambe le dosi è invece di 1.922.072. Probabilmente la differenza è dovuta alla singola somministrazione rispetto a quella doppia (dati disponibili sul sito del governo).
Con questi numeri, possiamo ancora dire Andrà tutto bene, soprattutto in previsione di nuove zone rosse o lockdown mirati? Non lo so. Sento di conoscenti che purtroppo non ce l’hanno fatta. Sento di aumenti dei ricoveri negli ospedali, nelle terapie intensive.

Da genitore sono preoccupato per gli impatti di tale situazione nelle opportunità di lavoro dei figli.
Da ex educatore scout sono preoccupato degli impatti sulla crescita dei bambini/ragazzi, privati della socialità data soprattutto dalla scuola, ma anche da altre situazioni di aggregazione.
Da comune cittadino, sono preoccupato per un futuro che al momento appare incerto.
Tra l’altro, tutto quel buonismo, quella solidarietà che si vedeva l’anno scorso, sta venendo meno. C'è una diffusa chiusura che coinvolge sempre più persone, una forma di lockdown interiore che le isola sempre più e le porta a vivere rassegnate e passive.

Ma andiamo avanti, perché “La miglior cosa del futuro è che arriva un giorno alla volta.” (Abraham Lincoln).
E allora, a mio avviso, non possiamo più dire: Andrà tutto bene, ma Dovrà andare bene, se non proprio tutto, almeno quel tanto per tornare a essere di nuovo fiduciosi e grintosi.
Alla via così!

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Gaetano Taverna 24/02/2021 0

Stop al femminicidio

Oltre al bollettino di guerra giornaliero sul Covid, dovrebbe essere pubblicato giornalmente un altro bollettino di guerra, più grave, più terribile, perché non dipendente dagli effetti di un virus, ma dalle azioni di uomini: i femminicidi e gli atti di violenza contro le donne.

Sul sito FemminicidioItalia.info è riportato il terribile elenco aggiornato dei femminicidi in Italia e quelli degli anni precedenti, ma gli atti di violenza sulle donne, quelle situazioni che spesso non vengono neanche denunciate, non credo che potremo conoscerne davvero l'entità.

C'è chi dice che sia un problema che deriva dall'educazione (famiglia di origine, scuola), dalla cultura (la cultura della violenza, del possesso, dell'uomo forte in contrapposizione alla donna debole), dalle tensioni sociali (isolamento, problemi di lavoro), e via dicendo. Forse è un po' tutto questo, ma non si può ridurre a una mera analisi socio-psicologica una situazione che è sempre più grave.

Io non sono nessuno, ma sono un uomo e come tale prendo posizione contro gli atti di violenza sulle donne. Di recente ho seguito in tv l'intervista di una scrittrice che denunciava il silenzio degli uomini. É vero, aveva ragione: finora le poche iniziative di sensibilizzazione sono sempre state avviate da donne, a volte anche le stesse che hanno subito degli atti di violenza.

Il silenzio degli uomini rischia di renderci complici e io non lo voglio essere, nè lo sarò mai!

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Gaetano Taverna 20/02/2021 0

Covid-19: un anno fa

Un anno è passato da quando è scoppiata la pandemia in Italia di Covid-19. Un anno di sofferenze e di speranze, ma anche di riconoscimenti verso il personale sanitario in prima linea nelle corsie e nelle terapie intensive, che ha pagato un prezzo altissimo in termini di vite umane e di contagi.

Circa un anno fa realizzai un video per ricordare che viviamo in un Paese bellissimo messo a dura prova. Ora lo ripropongo perché, anche se siamo ancora in una situazione di emergenza, è sempre viva la speranza e la certezza di poter tornare a suonare e a ballare nelle piazze.

E quando accadrà, mi auguro soltanto che non dimenticheremo quello che abbiamo passato e le sofferenze che il Covid-19 ha procurato.

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